Se il mondo va a rotoli è tutta colpa del neoliberismo

Se il mondo va a rotoli è tutta colpa del neoliberismo

Non si accende la macchina? Colpa del neoliberismo. Si fulmina la lampadina? Colpa del neoliberismo. Crolla l’economia di un Paese? Be’, colpa del neoliberismo, no? Sembra che tutto il male che è accaduto negli ultimi anni sia tutta colpa di una sola entità: il neoliberismo. Crolla il petrolio? Colpa del neoliberismo. La ripresa è fiacca? Colpa del neoliberismo. I giovani non hanno lavoro? Colpa del neoliberismo (be’, qui però non è così sbagliato).

Insomma, la procedura è la solita: c’è la crisi, serve una spiegazione, si trova un nemico. Ai tempi di Monti era colpa della pigrizia dei governi, degli Stati, dei giovani. Ora nel mirino sono finite le politiche di deregulation dei mercati di Ronald Reagan e Margaret Thatcher, il neoliberismo, insomma, con tutte le conseguenze che ha avuto sull’occupazione e sui diritti. Non è un’analisi sbagliata, per carità: la questione c’è, ed è molto seria. Come spesso succede, però, diventa un problema quando diventa un’ossessione, un intercalare, un grido senza contenuto. Diventa anche controproducente. Il neoliberismo viene visto dappertutto: ha ucciso la politica, ha affossato le pmi, ha distrutto il futuro. Questo atteggiamento, sia che dica il vero o meno, manda in frantumi ogni tentativo di analisi approfondita. Quali sono le cause dei problemi? Sono tante, certo. E tra queste c’è anche il neoliberismo. Ma non solo quello.

Un buon antidoto a questi tempi può essere allora questa pagina Facebook: “Tutta colpa del neoliberismo”. Sono post ironici in cui si prende in giro l’atteggiamento ipercritico contro il neoliberismo, ideologia dominante. Come questi:

Posizioni contro-contro-ideologiche. Concentrano il fuoco su accuse che non sono reali, ma esagerate. Ha il merito di farci sorridere e riflettere un po’.  Vale la pena farci un giro, insomma. Senza essere per forza bocconiani.