Se l’originalità non è di casa a Hollywood

Se l’originalità non è di casa a Hollywood

Sono in molti a lamentarsi della scarsa originalità degli ultimi film di Hollywood. Non tanto per il format (che è un classico, un dogma) che si ripete in ogni occasione e con ogni copione, quanto proprio per gli argomenti trattati. La sensazione è che i film siano spesso remake, reboot, prequel, sequel di altri già realizzati. Che le storie nuove fatichino a emergere e che i produttori, chini di fronte al fatturato, preferiscano affidare i loro soldi in investimenti sicuri. Nessuno che glielo vieti, certo. Anche se, alcuni obiettano, così si perde il lato sperimentale e avventuroso del cinema.

Una lettura romantica e senza fondamento? Può essere. Di sicuro, come mostra questo grafico realizzato da Pixable (lo si può vedere intero qui), c’è stato un aumento di film “non originali” da parte di Hollywood. È anche vero che alcune saghe (Indiana Jones, Ritorno al Futuro, Il Signore degli Anelli, Matrix) erano scontate: una volta fatto un film, gli spettatori si attendono anche seconda e terza puntata, oltre che eventuali prequel o spin off. Va aggiunto che anche l’ultima moda di riprendere storie dai fumetti Marvel o DC (Spiderman, Batman) non sono scelte folli, ma rispondono a precise scelte di mercato: sono film che incassano un sacco di soldi.

Chi vuole il cinema indipendente, per favore, guardi da un’altra parte.

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