«Basta, smettiamo di citare il nome del pilota folle»

«Basta, smettiamo di citare il nome del pilota folle»

Come la pensano gli italiani lo si può comprendere anche dalle lettere ai giornali. C’è un sito, in Italia, che, quotidianamente, pubblica le lettere più interessanti, www.carodirettore.eu, nato per iniziativa dell’Azienda di soggiorno e turismo di Bolzano. Linkiesta ne propone qualcuna, rimandando al sito i lettori che vorranno avere un panorama ancora più vasto di ciò che gli italiani scrivono ai giornali, quotidiani e periodici.

Repubblica 1 aprile

La prima volta di un papa tra quei valdesi che quel santo di  Pio V perseguitò

Papa Francesco, a Torino in giugno per l’ostensione della Sindone, per la prima volta nella storia della Chiesa visiterà un tempio valdese, comunità lungamente perseguitata dai cattolici. Fra coloro che resero dura la loro vita spicca la figura di papa Pio V, al secolo Michele Ghislieri. Mi interessa anche perché era nato a Bosco Marengo, pochi chilometri dalla mia città. Credo che sia giusto ricordare anche la sua durezza; quando era cardinale ordinò il massacro di quasi duemila valdesi, fuggiti in Calabria dalle loro valli piemontesi per salvarsi. Interi villaggi vennero incendiati, gli abitanti uccisi. Chi si pentiva e si confessava aveva diritto di essere impiccato o gettato da una torre, gli altri bruciati vivi. Nel 1556 obbligò i medici a non curare per più di tre giorni chi non si fosse confessato. Fatti che considero atroci ovviamente; un giudizio personale, credo condivisibile. I quali fatti stridono con la sua santità, la vita umile, il disprezzo del denaro. Anche da Papa, anziché dormire su lussuosi letti riposava, con grande umiltà, su un pagliericcio.

Gabriele Barabino, Tortona (Al), [email protected]

La mia amica ha un ex violento: lo deve denunciare immediatamente

 Poco fa, al telefono, una delle mie migliori amiche, mi ha confessato che la settimana scorsa il suo ex fidanzato ha alzato le mani contro di lei. No, non ho reagito tranquillamente. No, non le ho detto: «Stai serena, vedrai che si risolverà tutto!» e nemmeno l’ho consolata. Le ho detto che o sarebbe venuta con me finita scuola a fare la denuncia, o l’avrei portata di peso. Non stiamo a guardare per favore. Basta donne vittime di violenza. Basta uomini prepotenti, senza un briciolo di cervello. Non si picchia una donna. Non si minaccia una donna. Non si offende una donna. E non devi, tu, uomo senza cervello, evitare di farlo perché la donna è debole. La donna non è affatto debole, sei tu il debole se arrivi a metterle le mani addosso. Leggi qualche libro, informati, prova a cercare su Wikipedia quanto hanno dovuto lottare le donne per ottenere diritti che voi avevate da secoli. La donna non è una proprietà, non la compri come compri il tuo smartphone da 700 euro o come compri le tue sigarette. Devi meritarti il suo rispetto, la sua premura, la sua dolcezza.

Lettera firmata, Padova

Messaggero 1 aprile

Non credo proprio che la riforma elettorale darà la governabilità

Dicono: la riforma elettorale deve consentirci di sapere con certezza il lunedì mattina (o, meglio, la domenica sera) chi ha vinto le elezioni e, quindi, governerà per l’intera legislatura. Ma siamo sicuri? Se diamo uno sguardo alla situazione di tutti i partiti della repubblica, tutti, dal più grande (Pd) al più piccolo(Scelta Civica), sono in preda a divisioni profonde e laceranti che non fanno certo sperare in una stabilità che copra un intero quinquennio. Se una formazione politica raggiunge pure una maggioranza tale da farle esprimere un governo senza alleati e potenzialmente in grado di guidare la nazione, nessuno la garantisce da possibili smottamenti, da contestazioni sulla linea politica seguita preludio a uscite (con cambio di casacca) e scissioni. Pertanto, nonostante la riforma in senso maggioritario, se non si mette mano alle norme che regolano la vita dei partiti e la rappresentanza parlamentare non è possibile assicurare la tenuta di nessun esecutivo. Una eccessiva frammentazione del quadro politico senza il riconoscimento del principio della delega, è, alla fine, la negazione stessa della democrazia.

Enrico Venturoli, Roma 

Corriere della Sera 1 aprile

Sistemi elettorali che danno, con i voti, preoccupanti distorsioni

La distorsione che possono provocare le leggi elettorali sulla rappresentatività nelle istituzioni è evidente nei risultati delle elezioni dipartimentali francesi. La coalizione di centrodestra Ump-Udi con 5.090.000 di voti ha ottenuto 1.260 seggi (uno ogni 4.040 voti ) mentre il Front national di Marine Le Pen con 4.108.000 voti ne ha ottenuti 54 ( uno ogni 76.070 voti). Anche se fa piacere che un partito antieuropeo e con idee xenofobe abbia così scarso peso nelle istituzioni, la distorsione mi sembra antidemocratica e pericolosa.

Ascanio De Sanctis, Roma

Smettiamo di fare il nome del pilota folle

Se veramente il pilota che ha fatto schiantare l’Airbus in Provenza ha affermato che il suo nome sarebbe stato ricordato per sempre, è giusto non citarlo più nelle cronache. Si eviterà di ripetere l’errore fatto con Erostrato, il greco che incendiò e distrusse il tempio di Artemide, una delle sette meraviglie del mondo antico, nel 356 a.C. Egli si giustificò affermando che voleva che il suo nome fosse ricordato dai posteri; di qui la nota «sindrome di Erostrato».

Pasquale D’Avolio, Tolmezzo (Ud)