Portineria MilanoI black bloc (per ora) sono solo “cappuccetti neri”

A poche ore da Expo

Da tre giorni alcuni quotidiani e agenzie di stampa insistono sulla presenza di un famigerato “blocco nero” a Milano pronto a devastare la città durante la manifestazione del primo maggio. Ci sono state le perquisizione di lunedì 27 aprile al quartiere Giambellino e le vetrine imbrattate durante il corteo degli studenti del 30 aprile, ma fino adesso di quel “blocco nero” in stile Genova 2001 non si vede nemmeno l’ombra. Anzi, i ragazzi fermati sono stati rilasciati (hanno ricevuto un decreto di espulsione tra dieci giorni ndr) e durante una conferenza stampa tenutasi al quartiere a sud di Milano giovedì 30 aprile, alcuni esponenti della Base di Solidarietà Popolare hanno mostrato il materiale che la polizia gli ha sequestrato lunedì scorso. Tra gli oggetti carta igienica un succo di frutta, e una birra, che per la questura potevano essere trasformate in potenziali molotov.

Non solo, l’agenzia Ansa ha parlato di black bloc durante la manifestazione del 30 aprile: erano in realtà una decina di studenti che si sono coperti il volto per imbrattare alcune vetrine e le telecamere di sorveglianza dell’istituto di credito Unicredit in Piazza Cordusio. C’è chi li ha definiti «cappuccetti neri», che poco hanno a che spartire con quello che accadde a Genova durante il G8. Al momento l’unico fermato risulta essere una ragazza di vent’anni che avrebbe opposto resistenza a un agente di Polizia.

In ogni caso la tensione resta alta in vista del corteo del primo maggio, e il ministro degli Interni Angelino Alfano non fa nulla per stemperarla, tanto che perfino il sindacato di polizia Silp in una nota ha sottolineato: «Le tambureggianti dichiarazioni mediatiche del Ministro Alfano, che esaltano i risultati dell’attività investigativa messa in atto dalla Polizia di Stato a poche ore dall’inaugurazione dell’Expo di Milano, fanno riecheggiare ricordi genovesi mai sopiti che riportano al disastroso G8 genovese del 2001. Le campagne elettorali si fanno con i comizi e non con i video del materiale sequestrato durante le indagini di polizia». In ogni caso c’è sempre il pericolo di cani sciolti che possano rovinare il corteo o entrare in contatto con la polizia, come paventano gli stessi manifestanti No Expo. Anche perché le manifestazioni durante l’espozione universale saranno molte, come quella che vedrà l’occupazione di piazza XXVI aprile di fronte a Eataly, la catena di ristorazione di Oscar Farinetti ospitata all’Expo.

Il sindacato di Polizia Silp: «Le campagne elettorali si fanno con i comizi e non con i video del materiale sequestrato durante le indagini di polizia»

Il ministro nei giorni scorsi era intervenuto riguardo al sequestro di materiale presso una casa occupata del quartiere Giambellino e a Bresso, dichiarando che «Le perquisizioni della Digos legate a possibili atti dimostrativi in occasione dell’inaugurazione di Expo – ha commentato Alfano – sono la prova che il sistema di prevenzione funziona. Nessun Paese è a rischio zero”. Queste azioni, aveva proseguito Alfano, «fanno chiaramente capire che lo Stato è più forte di chi lo vuole contrastare».

Tuttavia, l’aria che si respira al campo base dei NoExpo al Parco Trenno alle porte di Milano nord, al momento, resta distesa. Tra i ragazzi arrivati da tutta Europa, in particolare dalla Francia e dalla Germania, la giornata trascorre tra droghe leggere, tende e musica. Proprio di fianco alle prime tende piantate a terra ci sono i campi da bocce dove gli anziani milanesi giocano le loro partite come se niente fosse, e si dicono poco preoccupati degli «scalmanati». Tra di loro anche un affranto ex presidente del Milan Club di Pero che osserva i giovani sul prato e dice che al massimo «ci sarà qualcuno più bevuto del solito prima di sera», ma che la situazione del suo Milan, in cattivissime acque, lo preoccupa più di quanto non lo tenga in pensiero il corteo previsto per domani nelle vie del centro di Milano. Tuttavia non è escluso che alcuni gruppi in grado di generare tensione possano arrivare da altri centri sociali operanti sul territorio di Milano. E soprattutto c’è apprensione per gli arrivi dei No Tav dalla Val di Susa.

In ogni caso c’è sempre il pericolo di cani sciolti che possano rovinare il corteo o entrare in contatto con la polizia

Intanto la prova di forza del ministro dell’Interno Alfano si è vista la sera del 29 aprile nel momento in cui si sono tenute allo stesso tempo due manifestazioni: la prima organizzata dai camerati fascisti di Milano per ricordare Sergio Ramelli, l’altra, antifascista organizzata dal centro-sinistra milanese. Il dispiegamento delle forze di Polizia è stato immane. Centinaia di agenti hanno presidiato le strade limitrofe armate di manganello, maschere antigas e lacrimogeni. Alla fine non è accaduto assolutamente nulla: i manifestanti della sinistra non sono venuti a contatto con la Polizia e allo stesso tempo la manifestazione per Ramelli si è svolta senza tensioni.

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