Il fascino discreto dell’intestino

Il fascino discreto dell’intestino

Può essere una sorpresa, ma non troppo: in Germania il libro più venduto del 2014 non parla di euro o di fitness, bensì di intestino. Sì, proprio quello, illustrando bene come funziona e con tutti gli annessi e connessi. Con un argomento così strano è riuscito a scalare le classifiche, a vendere in pochi mesi milioni di copie e mandare in televisione l’autrice, Giulia Enders, facendola diventare quasi una star in tutta la Germania. E lei adesso si prepara a sbarcare in 30 altri Paesi, con altrettante traduzioni. Un caso editoriale.

Prima di sbigottire, è bene sapere alcune cose. Il titolo del libro è Darm mit Charme (cioè più o meno “Intestino affascinante”; nella versione italiana, edita da Sonzogno, è “L’intestino felice”), l’autrice, Giulia Enders è una studentessa di medicina e sta per raggiungere la laurea. E il testo, diviso in tre parti, racconta con una scrittura leggera e mai volgare argomenti tabù con precisione scientifica e abilità divulgativa.

Si racconta il processo della digestione, dall’inizio – alla fine – soprattutto, si illustra come funzionano le flatulenze (ebbene sì), perché ci siamo sempre seduti sul water nel modo sbagliato, perché e come le allergie c’entrano con la digestione, perché certe diete falliscono a causa dei batteri presenti nell’intestino, e perché viaggiare crea blocchi intestinali. C’è spazio per parlare senza imbarazzo di intolleranze, di vomito, di reflusso gastrico, di stitichezza e lassativi. E ci si inoltra sulle teorie che collegano gli stati depressivi al malfunzionamento delle viscere. In fondo, quasi tutto quello che ci interessa, come esseri biologici passa di lì.
 

Tratta di un argomento che pochi sanno affrontare e vince la naturale (e culturale) ripugnanza sul tema: l’intestino non è solo interessante, è affascinante

Enders tratta di un argomento che riguarda tutti ma che molti ignorano, che altri hanno vergogna ad affrontare (a volte anche dal medico, e la cosa provoca problemi quando si tratta di fare diagnosi precise) e che altri ancora trovano inappropriato discutere, per motivi di buon gusto. Lei risponde con una preparazione approfondita e un linguaggio adatto, rispondendo a domande che pochi hanno avuto il coraggio di fare. In più, capovolge la tradizionale ripugnanza nei confronti del tema, sottolineando come l’intestino non sia solo interessante, ma proprio affascinante. Addirittura lo definisce “un capolavoro”. “Visto da lontano, il canale intestinale è brutto, privo di fascino”, ma sarebbe un errore fermarsi lì: “più ne sai e più diventa bello”, scrive. Da qui il titolo, Darm mit Charme, “intestino con fascino”, sfumatura che nella traduzione italiana si perde per sottolineare il legame tra intestino e mondo degli umori, con “felice”.

«Ho cominciato a interessarmi all’intestino quando avevo 17 anni, in seguito a una dermatite», e solo il fatto che le due cose fossero collegate può già essere una sorpresa. «Ero rimasta colpita quando scoprì che sette metri su otto dell’intestino sono puliti e inodori, e non hanno niente a che vedere con le feci, e dal fatto che all’intestino fossero riconducibili diversi aspetti della mia vita, dall’umore al sistema immunitario». Il tabù cade lì, anche se, spiega a Linkiesta, «il mio non è il primo libro sul tema, come è ovvio. Solo, nasce nel momento migliore, in cui gli studi sull’argomento sono molto avanzati. Io stessa ero nel periodo più adatto: studiavo all’università, ed ero senza eccessive preoccupazioni a dire le cose, senza timori».

Il suo libro sconfigge i tabù perché nasce da uno spettacolo teatrale, una lezione con cui Giulia Enders vinse il primo premio in tre Slam scientifici nel 2012, dove ciascuno dei partecipanti doveva presentare al pubblico, in modo divertente, un progetto di ricerca. Quello sull’intestino è stato un successo. Da lì, tutto il resto: Petra Eggers, agente letterario berlinese, la nota, la contatta e le propone di trasformare la sua performance in un libro. Per dieci mesi Giulia si dedica solo a quello.

 https://www.youtube.com/embed/2qo3ueVlyUY/?rel=0&enablejsapi=1&autoplay=0&hl=it-IT 

«La parte più impegnativa della scrittura è stata la ricerca sulle connessioni tra cervello e intestino. Fino a qualche tempo fa era opinione comune che le malattie psichiche fossero delimitate all’attività del cervello. Studi più recenti dimostrano che un legame tra le due cose esiste, ed è molto interessante studiarlo. Per questa parte del libro ho dovuto faticare molto: anche se ha un andamento divulgativo, era necessario scrivere cose precise ed esatte dal punto di vista scientifico». A complicare le cose c’è stata anche una scarsa collaborazione da parte di alcuni docenti. Di cinque professori contattati per chiarimenti, nessuno ha risposto. E ha dovuto imparare tutto da sola.

Prima mi chiedevo “cosa è successo che mi ha reso triste?”, ora mi chiedo: “cosa ho mangiato ieri sera per essere triste?”

«La cosa che mi è piaciuto più raccontare, invece, è la caratterizzazione dei due intestini: quello tenue e quello crasso. Si comportano come due persone, il primo più raffinato, con un lavoro più intenso, che spinge “sempre in avanti, in avanti”, l’altro invece più rilassato, un tranquillone. L’interazione tra i due secondo me è affascinante da raccontare, la si può rappresentare bene».

In ogni caso, scrivere il libro è stata una esperienza importante. Aldilà della notorietà e del successo di vendite, «ha aumentato la mia consapevolezza del corpo. Ho imparato un nuovo modo di interpretare i miei cambi di umore, le mie tristezze. Prima mi chiedevo “cosa è successo?”, ora mi chiedo: “cosa ho mangiato ieri sera?”. Lo stesso vale per i batteri: prima avevo terrore dei batteri, una vera e propria ossessione. Adesso ci convivo con tranquillità». Lo stesso è accaduto anche a molti lettori: «In tanti mi hanno scritto, raccontandomi di come argomenti una volta impensabili fossero diventati temi di conversazione per intere ore, con persone (i parenti) con cui non avrebbero mai immaginato». Del resto, il merito di Giulia è stato proprio quello: inventare un linguaggio più semplice e un immaginario più gradevole per un mondo ghettizzato, considerato volgare e impresentabile, e vivo solo nella asettica terminologia dei medici. Il tutto insieme a una competenza indiscutibile. A ripensarci, il fatto che abbia venduto milioni di copie stupisce sempre meno.

Le newsletter
de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter