«La minoranza Pd voti con noi. Insieme possiamo fermare l’Italicum»

«La minoranza Pd voti con noi. Insieme possiamo fermare l’Italicum»

«Il momento è adesso. La minoranza del Pd prenda coraggio e cambiamo insieme l’Italicum». L’appello che non ti aspetti arriva dal Movimento Cinque Stelle. Per modificare la riforma il deputato grillino Danilo Toninelli ipotizza un’intesa con i colleghi del Partito democratico. Quelli che hanno già espresso forti dubbi sulla legge elettorale, almeno. L’invito è serio. Toninelli è il vicepresidente della commissione Affari costituzionali, ma anche il parlamentare di riferimento dei Cinque Stelle in tema di riforme. Nessun accordo politico, sia chiaro. «Per migliorare il testo siamo pronti a dialogare con chiunque – racconta Toninelli – Questa legge è un rischio per la democrazia italiana. Insieme alla minoranza Pd abbiamo i numeri per cambiarla».

Onorevole Toninelli, l’appello che rivolgete agli esponenti del Pd rappresenta una novità.
Noi siamo pronti a tutto per migliorare l’Italicum. Siamo consapevoli che rimarranno pesanti profili di incostituzionalità, ma almeno speriamo di limitarli. E per fare questo siamo disponibili a dialogare con qualunque forza politica.

Dialogare con gli altri partiti. Per voi del M5S è una rivoluzione copernicana?
Niente affatto, è il nostro solito modo di operare. Solo che non ci interessano le alleanze politiche, noi guardiamo unicamente ai contenuti. Stavolta in ballo c’è la democrazia di questo Paese, messa in pericolo dal combinato della legge elettorale e delle riforme costituzionali.

In commissione potreste avere i numeri per cambiare il provvedimento?
In commissione Affari costituzionali noi e la minoranza Pd siamo quasi il 50 per cento. Quello che accadrà lì è importantissimo. Per questo spero che gli esponenti del Partito democratico abbiano il coraggio di rimanere senza farsi sostituire. È un passaggio storico. Se cambiamo la legge, poi voglio vedere se in Aula Renzi ha il coraggio di modificare tutto un’altra volta.

In concreto, cosa volete cambiare dell’Italicum?
Presenteremo pochissimi emendamenti. Saranno 10, al massimo 15. Puntiamo su ballottaggio e preferenze.

Partiamo dal ballottaggio.
È questo il passaggio più pericoloso per l’Italia. Con il sistema attuale rischia di prendere il potere chi ha un consenso estremamente minoritario. In teoria basta anche il 20 per cento di chi ha votato al primo turno. Per evitare questo problema vogliamo inserire un quorum al secondo turno. Esattamente come accade durante il referendum abrogativo. Se non vota almeno il 50 per cento degli aventi diritto, il ballottaggio non è valido.

E poi ci sono le preferenze.
Semplicissimo: vogliamo che i seggi siano assegnati con le preferenze. Oggi sappiamo che al massimo i cittadini potranno scegliere il 40 per cento dei deputati, mentre il restante 60 per cento sarà nominato dai partiti. Per noi è inaccettabile. Intendiamoci, questa modifica non cambierà il pessimo impianto della riforma. Ma almeno elimineremo i parlamentari nominati.

E sperate di giocare questa partita insieme alla minoranza Pd?
Noi ci appelliamo al buon senso di tutti. C’è in ballo la democrazia.

Però un merito al governo dovreste riconoscerlo. Renzi ha introdotto il premio di maggioranza alla lista e non alla coalizione. Come avevate chiesto voi tempo fa.
Sì, ma lo avevamo chiesto in un contesto diverso… C’erano tre passaggi propedeutici: l’assenza di soglie di sbarramento, di condannati in lista e delle pluricandidature. Senza questi accorgimenti, il premio alla lista diventa pericolosissimo.

Ammesso che la minoranza Pd vi ascolti, siete convinti di avere i numeri per modificare l’Italicum anche in Aula?
Se arriviamo al voto in Aula è finita. Numeri alla mano, sarà quasi un miracolo mandare sotto il governo. È adesso il momento in cui la minoranza del Pd deve dimostrare coraggio.

In vostro aiuto potrebbe arrivare il voto segreto?
Noi contestiamo il ricorso al voto segreto. In questo caso aiuterebbe il Paese, non noi.

Una considerazione realistica. Se la minoranza Pd vota con i Cinque Stelle sulla legge elettorale, non rischia di cadere il governo?
E allora facciamo cadere il governo. Lo ripeto ancora una volta, siamo di fronte a un rischio enorme per la democrazia di questo Paese. Qualcuno preferisce parlare di poltrone?

Per modificare l’Italicum forse sarebbe stato più facile dialogare dall’inizio con Renzi. Magari al posto di Berlusconi il patto del Nazareno l’avrebbe stretto con il Movimento Cinque Stelle.
Noi non ci alleiamo solo per principio. Votiamo insieme a qualcuno solo se condividiamo i contenuti. Sulla legge elettorale ce l’abbiamo messa tutta per aprire un confronto con Renzi, ma il presidente del Consiglio ha preferito stringere un’intesa con Berlusconi.

Grillo sa che state chiedendo i voti della minoranza Pd?
Grillo sa che votiamo norme giuste, indipendentemente da chi le vota con noi.

A breve il presidente Renzi potrebbe decidere di blindare la legge elettorale con un voto di fiducia.
Sarebbe una forzatura estrema, un dramma per la democrazia. I precedenti riportano al fascismo e alla legge truffa del ’53. Ecco, se oggi Renzi chiede la fiducia sulla legge elettorale si trasforma in Mussolini.

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