La prostituzione è davvero il mestiere più antico?

La prostituzione è davvero il mestiere più antico?

Non ci sono mai dubbi: quando qualcuno parla della “professione più antica del mondo” tutti capiscono che si sta riferendo alla prostituzione. Pochi, però, si chiedono perché la si definisca così. E nessuno che si dica: ma è davvero la prostituzione il mestiere più antico?

Non è chiaro. Dal punto di vista storico, si incontrano le prostitute nei lupanari dell’antica Roma, le etere, libere e ricche, ad Atene (ma solo per gli aristocratici, il popolo si dedicava alle pornai chiuse nei bordelli) e poi via via, si arriva fino alla naditu babilonese. Le condizioni di vita e di interpretazione morale variano di epoca in epoca: in Grecia andare nei bordelli era cosa buona e giusta, e così a Roma. Le prostitute erano, in genere, schiave straniere.

Il particolare non è irrilevante: la prostituzione era, nella maggior parte dei casi, conseguente alla rottura della donna dei legami familiari, con in più l’inserimento in un contesto sociale ostile. Nella sostanza, diventava una schiava – e il fatto che in Grecia la schiavitù fosse legata alle prestazioni sessuali è, come spiega Graeber, intrinseco alla cultura mediterranea e al problema del debito. Una storia lunga, lunghissima.

Per tracciarne le origini si può arrivare fino al mondo delle “prostitute sacre”, raccontate nella saga di Gilgamesh, di ambientazione sumerica, che risale a circa 4.500 anni fa. Donne, forse schiave o ex-schiave che venivano consegnate al dio e vivevano nel tempio, a disposizione dei fedeli. Ed erano, per la maggior parte, straniere. In questo caso, nel prostituirsi, svolgevano una funzione sacra – molto lontana dal mercimonio conosciuto oggi. Si tratta, in sostanza, di un fenomeno diverso che, però, rientra sotto lo stesso nome. Va considerato come prostituzione anche quello? È un mestiere? Si può pensare, insomma, che sia il più antico del mondo? Secondo il buon senso, la risposta è no. Ne consegue che, a conti fatti, la prostituzione non è sempre esistita, non è esistita dappertutto, non è stata sempre un mestiere. Non è, come mestiere, il più antico.

A questo punto è più interessante capire la storia, più che della prostituzione, dell’espressione stessa. Quando si è cominciato a definirla “professione più antica del mondo”? Come spiega Slate, L’inventore fu nientemeno che Rudyard Kipling. Almeno, fu il primo a utilizzarla in un testo scritto. Non aveva particolari idee sulla storia della prostituzione, e non sapeva nemmeno che avrebbe inventato un’espressione destinata ad avere un successo planetario.

La storia si è complicata dopo, quando si è cominciato a discutere, all’inizio del ’900, su come contrastare la prostituzione (nel frattempo era passata dal tempio alla strada, e dal dio ai magnaccia, con malattie e disordini conseguenti). Le proposte trovavano l’opposizione di medici e scienziati conservatori che, in fondo, la consideravano una battaglia inutile. La prostituzione è il mestiere più antico del mondo, dicevano, e la natura umana è sempre la stessa. Cercare di debellarla era tempo perso. La citazione, in poco tempo, fu tanto diffusa che si perse coscienza del suo autore. Nel 1929 William J. Robinson, medico e attivista del movimento per il controllo delle nascite negli Usa, scrisse un libro intitolato proprio “La professione più antica del mondo, la prostituzione”. Così anche Joseph McCabe, che scrisse nel 1932 la “Storia del mestiere più antico del mondo”. E nacque così un mito.

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