Portineria MilanoBorghezio: «Salvini come De Gasperi: siamo la Dc anni ’70 contro le Br»

Borghezio: «Salvini come De Gasperi: siamo la Dc anni '70 contro le Br»

Mario Borghezio è quel che si può definire una persona soddisfatta, anzi felice. E dopo la serata di Matteo Salvini a Casa Pound a Roma sprizza gioia da tutti i pori. Toni moderati, citazioni di Alcide De Gasperi, gli inni contro i «terroni» e la Capitale ladrona sono ormai un passato remoto, cancellati dall’evoluzione leghista. Del resto nell’invasione della Lega Nord a trazione salviniana nel centro e nel Sud dell’Italia c’è molto di Borghezio che è stato spesso a contatto con le «teste rasate» di Simone Di Stefano. La mutazione leghista inizia con lui e non si sa dove potrebbe andare a finire.  «Non mi prendo nessun merito» spiega «ma sono stato io l’anno scorso ad aprire la prima breccia nella terra degli infedeli, terre nuove, un far west dell’Italia profonda per noi leghisti che da queste parti eravamo inesistenti». L’elezione nel 2014 in europarlamento è stato il primo tassello. Poi Borghezio ha continuato a lavorare su Roma. «E ho ricevuto chiamate da città che neanche conoscevo, persino da Teramo, non c’ero mai stato». Secondo l’europarlamentare del Carroccio arriva da qui il successo di Salvini. «C’è una richiesta a cui stiamo dando risposta, Matteo è uno che lavora duro, è un Bossi in versione 2015. Anzi direi che Salvini è l’unico figlio di Bossi, il migliore rispetto ai suoi figli naturali». 

Eppure la Lega Nord non è più la Lega Nord. Non esiste più la secessione, non c’è più la Padania
Abbiamo saputo meglio interpretare temi che valgono erga omnes, c’è un messaggio per gli italiani in un periodo storico in cui i partiti non contano più niente. Non pensavamo sarebbe andata così. Durante i primi comizi e al Sud cercavamo almeno l’attenzione della gente, ce l’hanno data

Ma l’alleanza con Casapound sta portando la Lega Nord tra le frange della destra estrema
Ci attaccano su questo ma non è assolutamente vero. La nuova Lega di Salvini è come una buona macedonia, un crogiolo virtuoso. Abbiamo avuto nostro ospite anche Giulietto Chiesa. Mi pare di tornare ai tempi della prima Lega di Bossi dove c’era un po’ di tutto e si rispondeva alle richieste della gente. C’è di tutto dentro la Lega, anche un po’ di riciclati democristiani che non guastano

Ribadisco che Casapound è comunque di estrema destra
Salvini va dove lo chiamano. Tra gli esponenti di destra che hanno aderito al nostro movimento non ci sono solo le teste rasate, ma anche quelle pensanti. Salvini ascolta tutti e va dappertutto. Chi è d’accordo su quei quattro punti può entrare dentro il partito. Nascono comitati spontanei, c’è una voglia di Lega mai vista. Continuano a definirci di destra e a estremizzarci perché continuiamo a salire nei sondaggi.

Lega delle origini diceva. Ma quindi Salvini è il nuovo Umberto Bossi?
Salvini è un Bossi formato 2015, ma con una marcia in più. Non è stato facile cambiare così i temi politici e trovare fiducia in posti che attaccavamo dalla mattina alla sera. A cominciare da Roma fancazzista….

E invece adesso…
Salvini non è di diritto, ma è ormai di fatto l’alternativa al renzismo del nostro Paese. Casapound è solo una piccola parte della macedonia che combatte il renzismo dilagante

Ma non bisogna correre al centro per vincere contro Renzi? Lo dice un ex della Lega come Flavio Tosi
Ma dentro la nuova Lega c’è molto altro. C’è tutta un parte di ex Dc che arriva da Nuovo Centrodestra che sta lavorando su altri temi. Siamo come la Democrazia Cristiana degli anni ’70, quella che combatteva contro le Brigate Rosse. Anche i centri sociali che in questo momento ci fanno la guerra sono i benvenuti. Certo sarebbe impossibile, ma se volessero potrebbero trovare spazio tra noi.

Borghezio ma è lei? Nel 2015 si ritrova a paragonare la Lega alla Dc, invita i centri sociali…
Salvini è la medicina dell’Italia che soffre. E’ quella Dc di De Gasperi

Salvini come De Gasperi?! Non esageriamo
Sì, ma direi ancora di più come Charles De Gaulle, perché parlo di questo crogiolo appunto, un’unione virtuosa tra parti differenti dell’Italia. Deve essere capace di radunare intorno a sé tutte quelle forze della società civile che rappresentano l’Italia conservatrice che lavora, patriota ma non troppo nazionalista. E’ stata un’evoluzione naturale in un Paese dove i partiti non contano più niente. 

Ma è sicuro di quello che dice?
Salvini è un gran lavoratore, uno che si spacca la schiena, proprio come faceva Bossi una volta

Con il Senatùr però ci sono frizioni
Ma Bossi dovrebbe fare un’analisi e capire che Salvini non è altro che un suo prodotto, il suo figlio migliore, uscito meglio dei suoi figli naturali

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