Chiunque vincerà in Liguria, per Scajola sarà un successo

Chiunque vincerà in Liguria, per Scajola sarà un successo

Comunque finirà la contesa elettorale in Liguria, per Claudio Scajola sarà un successo. Dal centrodestra al centrosinistra, l’ex ministro di Interno e Sviluppo economico può contare su un rapporto più o meno privilegiato con almeno tre liste in corsa alle Regionali. Nulla di strano, a dire il vero. Politico di primo piano per tanti anni, nel tempo Scajola ha intessuto una fitta trama di rapporti sul territorio. E così alle prossime elezioni l’unico sicuro di vincere è lui. Manca un collegamento con la lista a Cinque Stelle e con il candidato presidente della sinistra, il civatiano Luca Pastorino. Per il resto Scajola sembra tutto tranne che fuori dal giro. Alla faccia della rottamazione.

Si parte da Forza Italia, e non potrebbe essere altrimenti. Scajola resta fedele al partito che ha guidato come coordinatore fin dal 1996. Se non altro per sostenere la candidatura del nipote Marco, consigliere regionale uscente eletto cinque anni fa con oltre 11mila voti. Lo scorso fine settimana l’ex ministro ha organizzato un aperitivo nella sua villa vicino Oneglia, a due passi da Imperia, per sostenere la sua campagna elettorale. Un centinaio di ospiti presenti, tra cui diversi amministratori locali e imprenditori. Segno che il rapporto con il territorio non è mai venuto meno. Semmai rimangono le distanze con il candidato presidente di Forza Italia, Giovanni Toti. La cortese insofferenza reciproca risale alle ultime Europee, quando il consigliere politico del Cavaliere giocò un ruolo determinante nella cancellazione di Scajola dalle liste elettorali. Nulla di irreparabile, i rapporti con il leader di Arcore restano immutati. Nella sua recente visita ligure, pochi giorni fa Silvio Berlusconi ha voluto ringraziare pubblicamente il suo ex ministro. «In politica non c’è nulla di eterno – le parole di Berlusconi al Secolo XIX – bisogna sapersi rinnovare e Forza Italia da quando esiste lo ha fatto sistematicamente. Cambiano le condizioni e cambiano le persone. Ma non sono un ingrato: non dimentico il contributo fondamentale che in anni importanti della nostra storia ha dato Claudio Scajola a far crescere e radicare Forza Italia».

Intanto Scajola torna al centro delle cronache politiche. Ieri il tribunale dei ministri di Bologna ha dichiarato l’estinzione per prescrizione delle accuse in merito alla mancata scorta a Marco Biagi, il giuslavorista assassinato dalle Br nel 2002. Ma le grane giudiziarie per l’ex ministro dell’Interno non sono ancora terminate. Chiusa positivamente un anno fa la vicenda della casa al Colosseo e più recentemente quella sulle tangenti Finmeccanica, Scajola resta a processo a Reggio Calabria, in seguito all’operazione “Breakfast” della Dia. Accusato di procurata inosservanza della pena per aver favorito la latitanza dell’ex deputato di Forza Italia Amedeo Matacena. 

La partita delle Regionali prosegue. Nel centrodestra ligure non c’è solo Forza Italia: alle elezioni di fine mese corre anche “Liguria Libera”, la lista che sostiene Enrico Musso. L’ex senatore Pdl è stato il candidato di maggior successo nella storia recente del centrodestra ligure. Alle ultime amministrative di Genova è stato lui a raggiungere – a capo di una lista civica – un inatteso ballottaggio con l’attuale sindaco Marco Doria. Adesso guida un movimento particolare, nato sul territorio dal confronto con associazioni e comitati. L’ideatore del progetto di “Liguria Libera” è il vicepresidente del Consiglio regionale Luigi Morgillo, recentemente uscito da Forza Italia. Spesso considerato tra gli uomini più vicini a Claudio Scajola, lui non rinnega nulla. «I legami umani sono rimasti» ammette. Anche se assicura che, nonostante le indiscrezioni giornalistiche, l’ex ministro non ha fornito alcun sostegno alla sua iniziativa politica. «Per sapere come la pensa Scajola bisognerebbe chiederlo a lui – racconta – Parlando di concezione della politica, però, credo che sia molto più vicino al mio modo di pensare che a quello del candidato di Forza Italia». Morgillo lamenta il distacco dei grandi partiti dal territorio, la disaffezione degli elettori che rischia di aumentare le già preoccupanti cifre dell’astensione. La lista “Liguria Libera” è nata anche per questo. «I sondaggi ci danno attorno al 4 per cento. Abbiamo ritenuto importante presentare un progetto nuovo per ridare la speranza a chi ancora crede nel centrodestra, vogliamo diventare un punto di riferimento». Una lista forte soprattutto a Genova, raccontano. E proprio per questo particolarmente temibile per Toti (il capoluogo conta un terzo del corpo elettorale dell’intera regione). Si parte da candidature qualificate, ma anche da «liste pulite e rinnovate». C’è solo un consigliere uscente, Lorenzo Pellerano, il più giovane attualmente in carica. «Io stesso – continua Morgillo – dopo il terzo mandato ho ritenuto opportuno passare la mano».

Strano a credersi, ma Scajola può contare diverse conoscenze anche tra i sostenitori di Raffaella Paita. La candidata del Partito democratico. Qualche mese fa ha fatto discutere il sostegno che le ha riservato alle primarie il sindaco di Albisola Superiore Franco Orsi. Già senatore del Popolo della libertà, in precedenza assessore in Liguria per Forza Italia, Orsi è storicamente legato alla figura di Claudio Scajola. E vicino all’ex ministro è stato Pierluigi Vinai, candidato dal Pdl a sindaco di Genova nel 2012. Già vice presidente della Fondazione Carige, su twitter si descrive così: «Padre di quattro figli, conosco la fatica e il sacrificio, la disillusione e lo sconforto ma non mi arrendo mai. Mi interessa il bene comune». Dal centrodestra Vinai si è allontanato un anno fa. La nascita dell’associazione Open Liguria, che presiede, risale al 2014. Un laboratorio di idee che alle Regionali ha deciso di sostenere la candidatura di Raffaella Paita. Gli equilibri cambiano, il quadro politico nazionale si trasforma e ne risente anche il territorio. Del resto non sono pochi i candidati, oggi in coalizione con l’esponente democrat, che in un passato più o meno recente hanno militato nel centrodestra. Alcuni si sono presentati nella lista civica “Liguria Cambia”, qualcun altro direttamente tra le fila del Pd. Come Massimo Donzella, oggi consigliere regionale dem, un passato nell’Udc e nel partito di Silvio Berlusconi.