Come Photoshop inventa l’umanità che non c’è

Come Photoshop inventa l’umanità che non c’è

Al mondo non esiste bellezza più bella delle immagini sulle riviste di moda. Non è una frase poetica: è la realtà. Le immagini delle donne ritratte in copertina, come tutti sanno, sono ritoccate, ricolorate, risistemate. La posa, la luce e i trucchi dei vari obiettivi sono già un mezzo per attenuare eventuali imperfezioni. La post-produzione è un modo per eliminarli del tutto. La pelle splende, i capelli luccicano, le labbra hanno forma e colore perfetti: la foto è purificata e ciò che appare non è più una modella (che è solo una base su cui lavorare), ma un essere inesistente.

Questo video realizzato da Elizabeth Moss, artista a capo di Rare Digital Art NYC, azienda specializzata nel ritocco fotografico, mostra tutti i passaggi di un intervento di Photoshop. Così:

 https://www.youtube.com/embed/yR58V1yRjRY/?rel=0&enablejsapi=1&autoplay=0&hl=it-IT 

La questione è notevole: l’imperfezione scompare, la bellezza risalta. È un momento notevole, quello in cui l’uomo ha creato un nuovo essere umano, basato su percezioni estetiche (culturali) portato in massimo grado. L’ideale realizzato che diventa anche oggetto di confronto e desiderio – con la necessaria conseguenza che sarà sempre frustrato. Come l’utopia di Galeano, che serve a camminare e andare avanti (o a sbijettà (vedi filmato sotto), che poi è spesso la stessa cosa).