La sorpresa delle presidenziali in Polonia, la tigre d’Europa

La sorpresa delle presidenziali in Polonia, la tigre d’Europa

È stata, come scrive l’Economist, un’altra sconfitta dei sondaggisti, dopo la recente sorpresa delle elezioni britanniche. In Polonia, il Paese con una delle economie più dinamiche d’Europa e un peso crescente negli equilibri dell’unione, il grande favorito per le elezioni presidenziali era l’uscente Bronisław Komorowski, espressione del partito di centrodestra Piattaforma Civica (Platforma Obywatelska, PO) oggi al governo.

I risultati, invece, hanno premiato Andrzej Duda, del partito conservatore Legge e Giustizia (Prawo i Sprawiedliwość, PiS). Duda, fino allo scorso autunno praticamente sconosciuto per l’elettorato polacco, ha guadagnato il 34,7 per cento, battendo di un soffio l’uscente Komorowski, fermo al 33,7. Nessun sondaggio della vigilia aveva previsto che Komorowski arrivasse secondo dietro a Duda, che ha fatto leva sulla sua immagine di candidato moderato e “centrista”.

Ad ogni modo, nessun candidato ha ottenuto la maggioranza assoluta dei voti e dunque si andrà al ballottaggio, il prossimo 24 maggio. Ma la grande sorpresa è il successo di Duda, un avvocato 42enne di Cracovia che durante la campagna elettorale il presidente uscente aveva trattato con una certa sufficienza, confortato dai sondaggi che lo davano in solido vantaggio. Komorowski è stato l’unico candidato a non partecipare all’affollato dibattito televisivo pre-elettorale – c’erano 11 candidati – della scorsa settimana.

Al terzo posto, per aggiungere sorpresa a sorpresa, è arrivato l’ex rockstar Pawel Kukiz, che ha ottenuto poco più del 20 per cento dei voti concorrendo con una piattaforma anti-sistema e un messaggio di insoddisfazione per la classe politica attuale – che non deve essere estraneo a molti elettori, dato che l’affluenza è stata solo del 48,8 per cento. Il suo sostegno sembra particolarmente alto tra i giovani polacchi. «Abbiamo già vinto, senza soldi, senza strutture», ha detto Kukiz sul palco di un suo evento a Lubin, nel sudovest del Paese.

Il ruolo del presidente della Repubblica, in Polonia, è per lo più cerimoniale, anche se mantiene il potere di veto sulle leggi approvate dal parlamento ed è il comandante in capo delle forze armate.

Almeno da sette-otto anni, la politica polacca gira intorno a due formazioni che bisogna definire “di destra”, nonostante le differenze profonde tra i due schieramenti. Da una parte c’è il PO di Tusk e del primo ministro Ewa Kopacz, al potere dal 2007. È nato nel 2001 come forza promotrice di aggressive riforme economiche, dalle privatizzazioni alla flat tax e al “governo”. È fortemente pro-europea e a favore delle regole Ue sui bilanci pubblici; prevede l’adozione dell’euro, almeno nel lungo periodo, e ha un approccio neoliberista nelle politiche pubbliche. Col tempo, ha ammorbidito i toni e le proposte, tanto da venire accusato della trasformazione in un “partito di governo” interessato soprattutto alla rielezione.

Dall’altra parte c’è il PiS, che su molti di questi temi si trova su posizioni diametralmente opposte. Il suo leader è Jarosław Kaczyński, già premier nel 2006-2007 e da allora capo dell’opposizione. Il suo partito è molto più euroscettico, con toni nazionalisti (tra gli avversari principali ci sono la Germania e la Russia).

Il PiS è vicino alla Chiesa cattolica polacca, una forza molto potente nel Paese e di orientamento tradizionalista e conservatore dal punto di vista sociale: di conseguenza, il partito si oppone all’aborto e ai matrimoni omosessuali in modo molto più compatto di quanto faccia il PO, che su quei temi è diviso al suo interno. Non è un caso che, a queste presidenziali, il sostegno maggiore a Duda sia venuto dalle regioni più conservatrici, quelle orientali al confine con la Russia.

Il PiS si è opposto con forza alle riforme degli ultimi anni, presentando alternative più interventiste o populiste, nonostante il suo ultimo periodo al governo nel 2005-2007 abbia comunque messo in atto politiche di centrodestra.

Il leader del partito Jarosław Kaczyński era fratello gemello dell’ex presidente Lech Kaczyński, che morì in carica nel 2010 in un incidente aereo a Smolensk in Russia. Diversi esponenti del PiS hanno espresso l’opinione che l’incidente sia stato in realtà orchestrato dalla Russia.

E la sinistra? La sinistra post-comunista, da tempo, è una forza minore nella politica polacca, dopo una fase di vittorie elettorali dalla metà degli anni Novanta a metà degli anni Duemila (grosso modo dall’elezione di Aleksander Kwaśniewski alla presidenza, nel 1995, alla pesante sconfitta del partito di sinistra Sld nel 2005, dopo cinque anni di governo colpito dagli scandali).

Le elezioni presidenziali erano viste come un primo banco di prova in vista delle politiche, previste prima di ottobre, in cui Piattaforma Civica cercherà di ottenere il terzo mandato consecutivo al governo. La premier Ewa Kopacz ha sostituito a settembre scorso Donald Tusk, passato alla presidenza del Consiglio europeo (è il primo est-europeo a ricoprire una carica di vertice dell’Ue). Il compito di Piattaforma Civica, dopo la sorpresa delle presidenziali, sembra sempre più in salita.