Ma dove si mangia a Expo 2015? La mappa da Oldani allo street food

Ma dove si mangia a Expo 2015? La mappa da Oldani allo street food

Se le stime non ingannano, nei giorni di punta di Expo 2015, bisognerà “nutrire” e “dissetare” sino a 250mila persone, più o meno gli abitanti di una città come Messina. Piero Galli, responsabile della Gestione Eventi, si è sbilanciato su numeri pazzeschi. «Durante i sei mesi di Expo verranno consumati 26 milioni di pasti di cui 15,8 pranzi e 3,7 cene. Il resto è stato affidato a chioschi e degustazioni». In effeti, proprio come in una città si potrà gustare in piedi un cartoccio di polpette come sedersi in un locale, con un servizio di classe e un big della tele-cucina ai fornelli.

Durante i sei mesi di Expo verranno consumati 26 milioni di pasti di cui 15,8 pranzi e 3,7 cene. Il resto è stato affidato a chioschi e degustazioni

Gli ultimi numeri sono quelli dei circa 140 ristoranti all’interno dei padiglioni nazionali (non di rado, con presenze di chef importanti), dei 14 ristoranti di Eataly, dei 17 locali gestiti da Cir Food, della quarantina tra punti di street food e chioschi goumet. Il più atteso è quello di Davide Oldani, basato su piatti creati con panettone, zafferano e riso. I più originali i food truck in un’area esterna del padiglione statunitense. I più cari quelli del padiglione giapponese.

In totale si ipotizza un consumo di 50mila tonnellate di cibo, per in giro d’affari complessivo sui 320 milioni di euro. C’è da girare la testa pensando alla quantità di “roba” da far entrare e uscire giornalmente: 125 tonnellate di alimenti e 307 di cibo, con 120 da smaltire a fine servizio. A questo serviranno le circa 10mila persone che un minuto dopo le 23 – orario di chiusura dell’Expo – entreranno a pulire, mettere a posto, recuperare i rifiuti. Fuori colonne con centinaia di camion pronti a rifornire, come un esercito in guerra.

In totale si ipotizza un consumo di 50mila tonnellate di cibo, per in giro d’affari complessivo sui 320 milioni di euro

Detto questo, i due punti focali per i foodies saranno “Italy is Eataly” e “Identità Golose Expo”. Gli 8mila mq totali del doppio padiglione farinettiano ospiteranno 84 ristoranti (in gran parte osterie), divisi per regione e per mese, in 14 gruppi. Ci saranno anche locali tematici, proprio come all’interno degli store cittadini: quindi bar-nutella, gelateria, piadineria e via così. Più attenzione ai gourmet, ovviamente, da parte di Identità Golose Expo che ha un suo spazio, molto bello e su due piani, in cui svolgerà un’attività non solo gastronomica: ci saranno ben 450 eventi aperti al pubblico. Pranzi e cene d’autore saranno curati da 26 chef – uno per settimana – che a pieno regime cucineranno per 120 persone.

Per i golosi di dolci, imperdibile la visita alla fabbrica del cioccolato di Lindt Italia, filiale di Lindt & Springli, Official Sponsor della rassegna: il percorso emozionale e didattico avrà la miglior conclusione possibile, con l’assaggio delle specialità appena create.

Sono circa 140 ristoranti all’interno dei padiglioni nazionali, 14 i ristoranti di Eataly, 17 i locali gestiti da Cir Food, una quarantina i punti di street food e chioschi goumet

Sin qui, il cibo. Ma gli appassionati enoici non avranno di che lamentarsi: per la prima volta nella storia dell’Esposizione Universale c’è un intero padiglione dedicato, 2mila mq all’interno del Padiglione Italia, posto all’incrocio tra il Cardo e il Decumano. E senza discutere il valore culturale della struttura  – basti pensare alla straordinaria Biblioteca del Vino dove approfondire la conoscenza della produzione enologica italiana – il top sarà la degustazione (grazie a enodispenser e sommelier) di 1.400 vini rappresentativi di tutte le regioni, con la possibilità di prenotarsi in anticipo sul sito ufficiale o tramite l’app per smartphone. Come allo stesso modo si potranno acquistare i vini esposti e farseli spedire a casa.

Ci sarà anche modo di (ri)scoprire altre eccellenze italiane nel bere. Per esempio, Cantine Ferrari – brindisi ufficiale del Padiglione Italia – ha allestito una terrazza all’interno di Eataly, affacciata sul Decumano. Il Consorzio Tutela del Franciacorta – Official Sparkling Wine  Sponsor dell’evento – ha un wine bar dedicato mentre il birrificio Angelo Poretti (partner del Padiglione Italia) servirà la sua “special edition” per l’Expo in uno spazio singolo. Su Piazza Italia ci sarà anche la Terrazza Martini, disegnata da Pininfarina, che intende “raccontare” l’aperitivo italiano.

Nel Teatro Greco, alla periferia Nord  un team di 40 grandi cuochi, allestito da Massimo Bottura, si alternerà per cucinare gli avanzi dei padiglioni di Expo

Per descrivere il “fuori Expo” del cibo ci vorrebbe una pagina intera, visto che si tratta di centinaia e centinaia di eventi grandi e piccoli – ma ci piace ricordare la bellissima iniziativa in uno spazio ricavato nel Teatro Greco, alla periferia Nord  un team di 40 grandi cuochi, allestito da Massimo Bottura, si alternerà per cucinare gli avanzi dei padiglioni di Expo. Ci saranno Ducasse, Oldani, Berton, Scabin, Crippa, Credoni, Uliassi e tanti altri. Il Refettorio Ambrosiano, dove la parte di design è stata curata da Davide Rampello,  ospiterà sino a 96 persone e ha nella Caritas il “motore” solidale. Si spera nella visita del Santo Padre. «Ce l’ha promesso, lo aspettiamo con entusiasmo» si augura Bottura. Sarebbe cosa buona e giusta.