«Come sportivo tifo per Roma 2024, ma da politico ho seri dubbi»

«Come sportivo tifo per Roma 2024, ma da politico ho seri dubbi»

Una medaglia di bronzo a Barcellona, un argento ad Atene, due ori ad Atlanta e uno a Sidney. Antonio Rossi conosce bene le Olimpiadi. Canoista e portabandiera italiano a Pechino, da qualche anno ha scoperto la politica. Oggi è assessore allo Sport della Regione Lombardia. Ed è proprio da sportivo e amministratore che avanza qualche dubbio sulla candidatura di Roma 2024. «Sono il primo a desiderare i Giochi in Italia – racconta – ma credo che il governo e il Campidoglio debbano prima capire la fattibilità economica del progetto». Non ci sono solo gli scandali di Mafia Capitale e la diffusa corruzione emersa dalle inchieste della magistratura, «che pure non aiutano». L’esperienza di Atene 2004 insegna, la sostenibilità finanziaria dell’evento non è uno scherzo. «Il governo non può pensare di coprire tutte le spese con gli sponsor e i diritti televisivi». Il sogno olimpico della Capitale forse può attendere? «Sono un ottimista – dice Rossi – ma da politico la vedo molto difficile».

Assessore, partiamo dagli aspetti positivi. Per un atleta come lei deve essere emozionante sognare un’Olimpiade a Roma.
Al netto di tutti i problemi è una bellissima sfida. Un’esperienza che può far crescere il sistema Italia dal punto di vista delle infrastrutture e della cultura sportiva. Prendiamo il caso di Inghilterra e Cina (Londra e Pechino sono state le ultime due città a organizzare i Giochi, ndr). Non basta organizzare l’evento: è necessario investire sui giovani per costruire una squadra competitiva.

Quando parla di problemi si riferisce alla questione economica? Due anni fa il governo Monti ha rinunciato alla candidatura per i Giochi 2020 spiegando che non c’erano le possibilità finanziarie.
Se devo essere sincero credevo molto in quel progetto. E quando il presidente Monti ha deciso di rinunciare, la delusione è stata forte. Ricordo che il governo ha aspettato fino all’ultimo. A questo punto potevano anche dirlo subito, non crede? Adesso il Coni ripresenta la candidatura di Roma, ci sta. Ma da allora non credo sia cambiato molto sul versante economico. Da assessore le confermo che a livello regionale non c’è stata ancora alcuna ripresa. I recenti tagli del governo, semmai, dicono il contrario.

Molti esperti sostengono che non è facile rientrare della spesa sostenuta per organizzare un’Olimpiade.
Il caso di Atene è emblematico. C’è chi dice che l’organizzazione dei Giochi sia stata il primo passo verso l’attuale situazione finanziaria. Qualcuno sostiene che anche a Londra è mancato un ritorno economico. Da questo punto di vista è normale avere dei dubbi. Il Coni fa bene a candidare Roma. Ma il governo e il Comune devono capire se c’è la reale fattibilità.

Intanto all’estero l’immagine della Capitale non brilla. La bufera di Mafia Capitale e il rischio di un commissariamento possono ostacolare la corsa verso i Giochi?
Sicuramente. Il Coni e il presidente Giovanni Malagò stanno lavorando con competenza, a livello internazionale sono molto ben visti. Secondo me potrebbero anche riuscire a portare a casa le Olimpiadi. Ma certo questo scandalo non aiuta.

La diffusa corruzione emersa dall’inchiesta rappresenta un’altra difficoltà.
Posso già dire che il Comitato olimpico internazionale porrà particolare attenzione su questo aspetto. A Rio (in Brasile saranno organizzati i Giochi 2016, ndr), dove sono molto indietro con i lavori, stanno nascendo diversi problemi.

Boston, una delle città in gara per organizzare le olimpiadi 2024, potrebbe ritirarsi. Si è scoperto che gran parte di cittadini non apprezza l’idea di ospitare i Giochi.
E non è l’unica città. Anche altrove sono stati fatti sondaggi e referendum locali, e i risultati non sono sempre positivi. Chissà, è un’idea.

Propone un referendum cittadino per sapere se i romani vogliono ospitare i Giochi?
Su questo punto insisto. Credo che il primo passo spetti al governo e al Comune di Roma. Sono loro che devono capire se c’è la fattibilità economica di questo progetto. E secondo me non c’è troppo da sperare.

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MESSAGGIO PROMOZIONALE

Intanto sembra tramontata l’ipotesi di un’Olimpiade diffusa. Un’edizione decentrata, con alcune gare distribuite in diverse regioni d’Italia.
A Milano si potrebbero disputare al massimo le qualificazioni. Le fasi finali delle gare dovranno essere tutte a Roma. Salvo poche eccezioni, storicamente è sempre stato così. Eppure organizzare le competizioni di canottaggio all’idroscalo di Milano o sul lago di Varese avrebbe ridotto molto i costi. Se ospiteremo le Olimpiadi, invece, dovremo costruire un nuovo bacino a Roma. 

E poi c’è la concorrenza. A Parigi hanno già formalizzato la candidatura.
Dopo le Olimpiadi del 1924, per Parigi sarebbe l’edizione del Centenario. Non c’è dubbio, è questa la candidatura che fa più paura. In questi anni i francesi si sono mossi molto bene.

Insomma, il progetto di Roma 2024 la convince?
Alla base di ogni valutazione bisogna fare un ragionamento serio. Io sono il primo a desiderare le Olimpiadi in Italia, che siano a Roma, Milano o Firenze. Ma dobbiamo capire se possiamo sostenere economicamente il progetto. È inutile avanzare una candidatura, che presenta dei costi non indifferenti, per poi rinunciare. Il governo non può pensare che tutte le spese saranno coperte da sponsor e diritti televisivi. 

Dopo quella di Monti, sarebbe la seconda rinuncia di seguito. Anche mediaticamente non è un bel messaggio per il nostro Paese.
Guardi, per natura sono una persona ottimista e positiva. Pensare che non ci sarà una ripresa economica entro il 2017 – perché è allora che dovranno iniziare i lavori – mi fa male. Io ci spero davvero. Ma da politico la vedo molto difficile. 

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