Marino non si arrende alla realtà: «Niente rimpasti, resto altri otto anni»

Romanzo Capitale

Il sindaco di Roma Ignazio Marino non si muove. Mentre crescono le pressioni per un suo passo indietro, l’inquilino del Campidoglio conferma di non avere alcuna intenzione di dimettersi. Anzi, assicura di essere pronto a governare la Capitale per altri otto anni. Fino al termine della prossima consiliatura. Il premier Renzi ha già in mente un sostituto? Il sindaco chirurgo pensa al futuro. Parlando alla Garbatella, ospite della festa di Sinistra Ecologia e Libertà, Marino dispensa sorrisi e strette di mano. Giura che non c’è alcun conflitto con Palazzo Chigi. Annuncia nuovi progetti, promette ambiziosi traguardi. In mattinata aveva persino invitato il presidente del Consiglio per una passeggiata ai Fori imperiali, appena liberati dalla presenza dei camion bar. Ottimista e sicuro, come se nelle ultime settimane non fosse successo nulla. 

È un sindaco ottimista mentre sui giornali infuria la polemica sulle sue dimissioni. Il risultato è surreale. Lo scontro con Renzi? «Io non mi sento in conflitto con nessuno»

Il messaggio che Marino vuole lanciare è chiaro. Senza troppe polemiche, in questo momento pensa solo a governare Roma. Mentre sui giornali infuria la polemica sulle sue dimissioni, il risultato è quasi incomprensibile. A tratti surreale. Il sindaco si presenta alla Garbatella verso le 19. Ad accoglierlo ci sono i responsabili locali di Sinistra Ecologia e Libertà: il vicesindaco Luigi Nieri e il capogruppo in Campidoglio Gianluca Peciola. Camicia bianca e maniche arrotolate in perfetto stile Renzi, il chirurgo arriva e ringrazia tutti. Tra il pubblico non mancano le manifestazioni di sostegno. «Non mollare» gli grida qualcuno mentre è sul palco. «Tu sei uno pulito». Centinaia di altri simpatizzanti stanno già organizzando un incontro per venerdì prossimo in Campidoglio. Un appuntamento partito sul web al grido di #IoStoConMarino. Il primo cittadino raccoglie le aperture degli alleati di sinistra, pronti a discutere un nuovo patto per Roma «fondato su legalità e solidarietà sociale per dare risposte concrete ai romani». Poi racconta la sua particolare verità. Lo scontro con Renzi? «Io non mi sento in conflitto con nessuno e credo che nessuno sia in conflitto con me»

Le dimissioni non sono neanche prese in considerazione, ça va sans dire. «La nostra sfida è solo all’inizio» prova a convincere i presenti. Marino annuncia un progetto dopo l’altro. «Segnatevi questa data: a Pasqua 2016 inaugureremo una nuova linea metropolitana, da San Pietro a Vigna Clara». È il tracciato inaugurato durante i Mondiali di Italia ’90 ed entrato in funzione solo una settimana. «Sarà la rivoluzione del trasporto su gomma». L’occasione è utile anche per mettere a tacere le polemiche sull’addio dell’assessore Guido Improta, vicino al presidente Renzi. Il sindaco racconta di aver avuto un lungo colloquio con l’esponente della sua giunta. «Abbiamo lavorato su viabilità, sui trasporti, su come deve essere scritto il contratto in merito ai nuovi obiettivi da dare all’Atac. Ci siamo salutati dopo due ore di lavoro dandoci gli appuntamenti dei prossimi giorni». Le dimissioni dell’assessore? Probabilmente Marino ha ottenuto un po’ di tempo. Ma nel suo racconto sembra che non siano mai esistite. Intanto continua lo stillicidio in Campidoglio. Il Pd romano perde altri due consiglieri comunali. Pur non essendo indagati, Alfredo Ferrari e Francesco D’Ausilio si autosospendono dal partito dopo essere finiti nelle carte di Mafia Capitale.

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MESSAGGIO PROMOZIONALE

Dal palco Marino ricorda i risultati raggiunti in due anni al Campidoglio. È come una seduta di automotivazione collettiva. Parla di servizi, di solidarietà, di decoro urbano. Ricorda le unioni civili e la chiusura della discarica di Malagrotta. «Riconosciamoci questi meriti!». Impossibile non notare la rinnovata sintonia con Sel. «Questo è un governo di sinistra». Immancabile il capitolo di Mafia Capitale. Nessuno ha mai messo in dubbio l’onestà di Marino, mai sfiorato dall’inchiesta. Evidentemente non gli basta. Il sindaco non ci sta a passare per un ingenuo. «Noi avevamo capito che qualcosa non andava – racconta – Sono stato io a chiamare gli ispettori della Guardia di Finanza. Già in campagna elettorale mi ero convinto che in Comune ci fossero corruzione ed elementi di illegalità. Certo, non mi aspettavo la criminalità organizzata ai vertici dell’amministrazione…». Chiusa con orgoglio la prima parte del suo mandato, si passa ai prossimi anni.

Il futuro? È roseo e in Campidoglio. Per esorcizzare i timori di un commissariamento il sindaco sfoglia gli impegni della sua agenda. Giovedì l’aula Giulio Cesare voterà la mozione sulla candidatura di Roma alle Olimpiadi 2024. Il prossimo lunedì sarà inaugurata la stazione della metropolitana di Piazza Lodi. Stamattina, intanto, Marino ha annunciato in conferenza stampa l’avvio del progetto per allontanare venditori di souvenir e camion bar dalla zona del centro. È un risultato importante, che diventerà effettivo ai primi di luglio, ottenuto dalla sua giunta dopo anni di attese. Per celebrare il successo dell’iniziativa rivela di aver invitato Matteo Renzi per una passeggiata ai Fori imperiali. Non una parola sull’ultima grande polemica in città: le dimissioni giunte in giornata dal presidente Franco Bernabè e dai quattro membri del consiglio di amministrazione di Palaexpo, la società che gestisce il Palazzo delle Esposizioni, le Scuderie del Quirinale e la Casa del Jazz. Eccellenze dell’offerta culturale in città, finite al centro di uno scontro con il Campidiglio per i troppi tagli al settore. 

Per esorcizzare i timori di un commissariamento il sindaco sfoglia gli impegni della sua agenda. «Siamo una grande squadra. Rutelli? È un politico del secolo passato»

A Renzi non concede neppure l’ipotesi di un rimpasto di giunta. «Siamo una grande squadra» taglia corto Marino. Adesso ogni mediazione con Palazzo Chigi rischia di saltare davvero. Poi il sindaco precisa: «Nessuno è attaccato alle poltrone, se qualcuno indica persone in grado di velocizzare il nostro lavoro lo ascolto. Ma in questo momento sono convinto di avere ottimi assessori che stanno lavorando tantissimo per cambiare questa città». Se lo scontro con il premier è volutamente silenziato, lo stesso non accade con gli avversari politici. Marino se la prende con l’ex sindaco Alemanno. Dopo aver recentemente invitato la destra romana a “tornare nelle fogne”, stavolta il chirurgo controlla almeno la forma. Senza risparmiarsi l’ennesima accusa per i debiti lasciati in città dal suo predecessore. «È una vergogna per tutti noi che abbia ricevuto un avviso di garanzia per associazione mafiosa». I compagni di Sel applaudono convinti. Poi il sindaco attacca Francesco Rutelli, che in un’intervista aveva suggerito di allargare la maggioranza alle forze moderate. Larghe intese alla romana? «Non commento, Rutelli è un politico del secolo passato».  

Dopo un’ora abbondante Marino lascia l’incontro. Per andare via è costretto ad attraversare la selva di microfoni che lo attende sotto al palco. Il rapporto con i giornalisti non è mai stato felice, specialmente nelle ultime settimane. Il sindaco rilascia qualche dichiarazione veloce, non sembra troppo disponibile. Poi dalla folla spunta un cartello: “Marino sei il migliore”. In favore di telecamere il fastidio si trasforma in un sorriso. Il chirurgo esplode in una sonora risata. Il messaggio per il pubblico deve passare ben chiaro: altro che dimissioni, il sindaco resta in Campidoglio fino al 2023.