Il bar olandese dove il conto si pagava regalando scimmie

Il bar olandese dove il conto si pagava regalando scimmie

È uno dei più antichi locali di Amsterdam, ed è anche uno dei più curiosi. Si chiama In’t Aepjen, che significa, in olandese, “Tra le scimmie”, e risale – secondo le ricostruzioni – al 1519. Il nome curioso si riferisce a un’abitudine antica, diffusa tra i clienti più a corto di denaro: pagare in scimmie.

Era l’epoca d’oro dell’impero olandese, fatto di colonie e di marinai che viaggiavano in mezzo mondo. L’incertezza monetaria veniva compensata con lo scambio diretto di merci esotiche, per cui era considerato normale pagare i propri conti con un animale strano. Le scimmiette erano perfette.

Foto di: Jean Pierre Dalbéra

Foto di: Wendy E.

Il problema è che l’abitudine prese piede anche troppo: l’In’t Aepjen finì per riempirsi di scimmie (e non di soldi). I clienti si lamentavano delle loro intemperanze e, soprattutto, delle pulci che si portavano addosso. Il proprietario decise di sbarazzarsene. Le affidò a un cliente assiduo della taverna, Gerard Westerman, che le teneva in un ampio giardino nella zona est della città. Uno spazio che, negli anni, divenne l’Artis Zoo, il primo zoo di Amsterdam e uno dei più antichi d’Europa.

Oggi l’In’t Aepjen c’è ancora, le scimmie no. Restano, come ricordo di quei gloriosi e bizzarri tempi, diverse incisioni, poster e statuette di scimmie. Per il resto, si beve e si mangia come una volta, ma si paga in euro.

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