Parlare con i limoni«Siamo a buon punto, nessuno potrà fermare la legge sui diritti civili»

«Siamo a buon punto, nessuno potrà fermare la legge sui diritti civili»

Il percorso parlamentare del ddl sulle unioni civili registra un colpo di scena dopo l’altro. Una trama degna di “House of Cards”, che si perde nella giungla dei regolamenti e dei trabocchetti parlamentari: commissioni, pareri, emendamenti, rinvii. I retroscena dei giornali aggiungono fuoco all’incendio mentre piazze e movimenti si contrappongono. Al centro della battaglia la senatrice romana Monica Cirinnà. Eletta nelle file del Partito Democratico, è la relatrice del disegno di legge che se approvato permetterà all’Italia di  regolamentare le unioni omosessuali. Capelli biondi ricci, gira da Nord e Sud per spiegare il provvedimento e ha accettato di rispondere a quest’intervista, le cui domande sono state realizzate raccogliendo le richieste di gay e lesbiche che vivono nel nostro Paese. 

Senatrice, le indiscrezioni parlano di un ennesimo slittamento. C’è un diffuso scetticismo sulla possibilità che la sua proposta diventi legge. Ritiene ancora possibile il voto in Aula entro luglio e l’approvazione definitiva entro Natale?
Ci sono provvedimenti importanti sui quali converge l’attenzione dell’opinione pubblica. Qui sono in gioco le speranze di intere famiglie, è normale che ci sia apprensione. Il nostro percorso continua: dall’inizio prevedevamo possibili attacchi ostruzionistici e “ingorghi parlamentari”. Adesso ci apprestiamo a votare gli emendamenti in Commissione con la speranza ancora viva di arrivare in Aula prima della pausa agostana. In questi mesi è nata una squadra qui in Senato che ha svolto un lavoro meticolosissimo, sono sempre più convinta di quel che è stato fatto per cercare di dare alla luce una buona legge. 

«Bisogna ricordare che mai una proposta per regolamentare i diritti e dei doveri delle coppie omosessuali è arrivata a questo stadio dell’iter»

Secondo i sondaggi la maggioranza degli italiani è favorevole alle unioni civili. La maggioranza PD-Sel-M5S dovrebbe garantire al testo un consenso vasto anche in Parlamento. Eppure la legge è in discussione da due anni. Quali sono le difficoltà che ha trovato nel suo percorso?
È un argomento complesso. Da parte di alcuni politici è mancato sicuramente un confronto laico sulla questione facendo prevalere la disinformazione. Ma in questa legislatura  siamo arrivati a una svolta grazie alla grande mole di sentenze in materia. Così come è profondamente mutato il sentire dell’opinione pubblica che ha vissuto con molto coinvolgimento quello che di recente è avvenuto in paesi come l’Irlanda e gli Stati Uniti, per citarne alcuni. Nonostante le difficoltà dell’iter parlamentare, abbiamo ingranato e stiamo procedendo con un ritmo accettabile. Dobbiamo ricordare che mai una proposta per la regolamentazione dei diritti e dei doveri delle famiglie e delle coppie omosessuali è arrivata a questo stadio dell’iter. 

Una parte dell’opinione pubblica considera le unioni civili insufficienti e chiede l’introduzione dei matrimoni. Che ne pensa? Quali sono le differenze fra il matrimonio egualitario e le unioni civili?
Si tratta di due istituti diversi. Le unioni civili prevedono l’estensione completa di tutti i diritti sociali del matrimonio civile ad esclusione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita e dell’adozione legittimante. In ogni caso un aggiornamento importante del nostro Diritto di Famiglia. Le unioni civili tra persone dello stesso sesso, inoltre, riconosceranno le famiglie omogenitoriali grazie all’introduzione alla cosiddetta stepchild adoption, che permetterà al partner di essere riconosciuti come secondi genitori del figlio biologico dell’altra parte dell’unione civile. Una novità molto attesa da migliaia di “famiglie arcobaleno” italiane. 

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MESSAGGIO PROMOZIONALE

Contro il suo ddl si è scatenata l’opposizione delle frange ultracattoliche. Mario Adinolfi ha fondato un giornale che martella contro di lei, è stato convocato il Family Day e un’altra manifestazione è in programma per l’autunno. Teme che la loro mobilitazione possa frenare questo processo?
Se La Croce non è più nelle edicole è perché la discriminazione non ha più mercato. Se per riempire piazza San Giovanni i promotori del Family Day hanno sentito il bisogno di terrorizzare le persone con la menzogna sul “gender” è perché gli italiani non scenderebbero più in strada contro le unioni civili. La verità è che la questione dei diritti civili e umani riguarda tutti, indifferentemente dall’orientamento sessuale. Dove le rivendicazioni del movimento LGBTI hanno avuto successo è perché la cittadinanza tutta, anche quella eterosessuale, si è convinta di quanto fosse genuina e sentita la necessità da parte di gay, lesbiche e bisessuali di veder riconosciuta la propria famiglia nell’antica accezione comune di formazione sociale fondante della nostra società e del nostro stare insieme. In Italia sta succedendo questo e il sondaggio che lei ha citato è solo una delle prove inconfutabili del processo. Nulla riuscirà a frenare tutto questo, sarebbe come cercare di fermare il vento con le mani. 

C’è il rischio che, per trovare una mediazione, vengano messi in discussione gli elementi più innovativi della legge, magari cancellando la reversibilità della pensione e la stepchild adoption?
La mediazione è importante, ma deve avvenire entro un perimetro delimitato che è per definizione il testo base. Il Pd, da grande partito qual è, approfondirà il dibattito interno sulla questione. Non dimentichiamo che la stepchild adoption e il ‘modello tedesco’ facevano parte del programma elettorale per le politiche del 2013 oltre che delle ultime primarie per la segreteria del partito.

«La stepchild adoption e il ‘modello tedesco’ facevano parte del programma elettorale del Pd per le politiche del 2013 oltre che delle ultime primarie per la segreteria»

Le domande di quest’intervista sono state realizzate raccogliendo le richieste di alcuni ragazzi omosessuali che vivono nel nostro Paese. C’è un messaggio che vuole mandare loro?
Devono continuare a lottare con testardaggine per la totale parità. Se oggi siamo dove siamo qui in Parlamento è grazie ad ogni coppia e ad ogni individuo che non si è arreso, che ci ha messo la faccia e che ha portato avanti ricorsi e iniziative contro le discriminazioni che ancora resistono nel nostro ordinamento. Continuate così.

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