Altro che degrado Capitale, l’Economist riabilita Roma

Altro che degrado Capitale, l’Economist riabilita Roma

Ci voleva l’Economist per riabilitare Roma. La città di “Mafia capitale”, dell’Atac sull’orlo del fallimento, dell’incuria e delle periferie abbandonate a se stesse si ritrova appaiata a Milano in una classifica del settimanale britannico sulla sicurezza di 50 città del mondo. Non solo: in alcuni indicatori chiave, la sicurezza sanitaria e la sicurezza delle infrastrutture, la Capitale supera addirittura Milano. Uno studio, di qualche mese fa, ripreso questa mattina con orgoglio dall’edizione romana del Corriere della Sera

Nessuna delle due città italiane compare nella top-ten del «Safe Cities Index 2015», con Milano che si piazza al 26esimo e Roma che la segue al 27esimo posto su 50, in una graduatoria guidata da un tris di città asiatiche: Tokyo, Singapore e Osaka (Giappone). Seguono Stoccolma, Amsterdam, Sydney, Zurigo e Toronto. Le due città italiane fanno esattamente da spartiacque tra le città del Nord del mondo e quelle dei Paesi in via sviluppo, con Jakarta che chiude la classifica davanti a Teheran.  

Nonostante la sanità del Lazio sia commissariata, Roma supera Milano sul fronte della sicurezza sanitaria

Il super-indice considera 40 indicatori, tutti quantitativi, che vanno dalla sicurezza digitale a quella della salute. Proprio sulla sicurezza sanitaria Roma (25esima) si ritrova davanti a Milano di due posizioni, in un indicatore che tiene conto da una parte delle politiche ambientali, dell’accesso e della qualità dei servizi sanitari e, dall’altro, della qualità dell’aria e dell’acqua, dell’aspettativa di vita e della mortalità infantile. In una regione come il Lazio dove la sanità è commissariata da anni, è quanto meno una sorpresa. 

La classifica Safe Cities Index 2015 dell’Economist

Ancora più sorprendente è la distanza sul fronte della sicurezza delle infrastrutture, indice che tiene conto della qualità degli edifici e delle strade e la loro resistenza contro i disastri (non si sa se la neve è inclusa nell’indice), la sicurezza del trasporto pubblico, la qualità dell’infrastruttura elettrica, oltre alla frequenza di incidenti e morti dei pedoni e alla percentuale di persone che vivono in periferie degradate. Roma si piazza al 18esimo posto, davanti a Milano di cinque posizioni, e davanti a Londra e Parigi, ma anche a Francoforte e Stoccolma. Il minor costo della vita è un’altra freccia a vantaggio di Roma rispetto alla città della Madonnina.  

Anche la sicurezza del trasporto pubblico e quella delle strade vedono la capitale davanti a Milano

La capitale è indietro sul fronte della sicurezza personale: al 40esimo posto, addirittura dopo Johannesburg e ultima delle città occidentali, eccezion fatta per l’insospettabile Bruxelles. L’Economist ricorda un famoso invito all’attenzione contro furti, scippi e rapine che il Dipartimento di Stato Usa rivolse ai turisti americani. Altre diplomazie internazionali hanno diramanto allarmi simili. Anche nella sicurezza digitale Roma (35esima) è dietro a Milano (25esima): alla possibilità garantita nelle città di scambiare dati al sicuro da attacchi hacker lo studio riserva un’importanza prioritaria, invitando a non sottovalutare quello che potrà succedere nelle future “smart city” se non si interverrà per tempo. 

 https://www.youtube.com/embed/x3KkjKMpbTI/?rel=0&enablejsapi=1&autoplay=0&hl=it-IT 

MESSAGGIO PROMOZIONALE

Oltre a stilare classifiche, destinate a far discutere come tutti i ranking quantitativi, lo studio guarda anche una serie di tendenze che attraversano le grandi città mondiali. La più preoccupante è il dilagare delle zone recintate e separate dal resto delle città per motivi di sicurezza. Un tempo limitate al Nord e Sud America, ora si stanno sviluppando sempre più anche in Oriente. Ma è una sicurezza solo apparente perché, spiega il settimanale, più si recinta e più aumentano le violenze negli spazi comuni, sempre più abbandonati a se stessi. 

X