Dopo decenni a guardare come fossero degli alieni i runner newyorkesi farsi tre giri di Central Park in pausa pranzo, la moda della corsa è finalmente arrivata anche da noi. Niente più calcetto, o non solo, perlomeno. Verso sera, dalle sette in poi, più o meno, i parchi cittadini – Milano è un ottimo esempio – si affolano di uomini e donne con magliette fosforescenti, scarpe ammortizzate e cuffie nelle orecchie (molti per ascoltare musica, qualcuno ne approfitta per telefonare).
All’inizio, corrono tutti. Poi qualcuno comincia a sentire dolori spilli nelle ginocchia e dolori alla caviglia. È lì che tornano alla mente le parole dell’amico che la sa lunga: «Se corri, rischi di farti male. Meglio camminare veloce: si bruciano calorie in eccesso e si evitano i guai». Di solito è così chefinisce la stagione del running e comincia quella del walking, ormai anch’esso assurto a disciplina con una dignità propria – se non altro per questioni di marketing (sì, esistono le scarpe da walking).
Ma, in definitiva, cosa conviene fare? Insistere con la corsa o darsi subito alla camminata veloce? Julia Belluz di Vox.com l’ha chiesto a un po’ di specialisti ed è arrivata a queste conclusioni.
1. Il rischio di infortuni è tremendamente più alto con la corsa. Si parla del 25% in più, tanto per dare delle cifre. Questo perché quando si corre si scarica a terra un peso pari a circa 2,5 volte quello corporeo, laddove con la camminata, se ne scarica l’1,2. Uno a zero per la camminata, quindi.
2. I benefici fisici della corsa sono molto più alti di quelli della camminata. Una corsa veloce di 10 minuti, tutti i giorni, a passo 4 (4 minuti per fare un chilometro, nel gergo dei runner) allungherebbe la vita dei maschi di 3,8 anni e quella delle femmine di 4,7. Soprattutto, perché previene il rischio di malattie cardiovascolari che sono la principale causa di morte dell’occidente. Anche camminare allunga la vita, ma meno. Uno a uno.
3. I benefici della corsa sono una curva a U. Se corri poco non ne hai, se corri troppo nemmeno. Il triathlon ad esempio può essere dannoso e aumentare i rischi di guai al cuore. Secondo il cardiologo Peter Schnor il regime di allenamento migliore è correre due o tre volte a settimana, a velocità ridotte. Due a uno per la corsa, in ogni caso.
4. Tuttavia, con più tempo a disposizione, i medesimi benefici della corsa si risolvono anche con una camminata molto veloce. Più o meno, il rapporto di uno a tre: quindici minuti a camminare fanno bene quanto quindici minuti di corsa. Due a due, insomma, e triplice fischio. In fondo è tutta una questione di quanto tempo si ha per allenarsi, o di quanto se ne vuole dedicare.