Asili nido comunali, per un bambino su cinque non c’è posto

Asili nido comunali, per un bambino su cinque non c’è posto

Una mappa dell’Italia per numero e costo degli asili nido. È l’ultima infografica-dossier pubblicata da Cittadinanza Attiva che mostra i divari tra le diverse regioni italiane. Nord e sud agli antipodi, con la Valle d’Aosta, regione più cara (440 euro il costo medio di una retta mensile) e la Calabria la più economica (164 euro) a fare da poli. Ma un eccezione, Lecce la città più costosa (una media di 515 euro), contro Catanzaro, la più economica (100 euro).

Sono il 19% i bimbi in attesa di un nido comunale, in un paese in cui solo il 42% dei nidi sono pubblici, e il restante 58 privati convenzionati.

Bandiera nera a Basilicata, dove il 67% dei bambini è in lista di attesa per un posto, (due bimbi su tre restano fuori, insomma). Ma anche a Valle d’Aosta, con il 42% in lista d’attesa, la Calabria (37%) e l’Abruzzo (33%). Regione virtuosa le Marche, che insieme a Piemonte, Trentino e Lombardia guida il gruppo di Regioni con liste di attesa più snelle (rispettivamente 3%, 3,4%, 5% e 7%).

Lombardia e Veneto le regioni con la percentuale più alta di nidi privati rispetto a quelli comunali, mentre l’Emilia Romagna guida il gruppo di regioni in cui gli asili comunali sono in maggioranza (insieme a Abruzzo, Basilicata, Molise, Sicilia, Trentino e Valle d’Aosta.

(Infografica di Cittadinanza Attiva)

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