Gli scienziati: la campanella a scuola deve suonare non prima delle 10

Gli scienziati: la campanella a scuola deve suonare non prima delle 10

Siamo sicuri che programmare la sveglia alle 7 ed entrare a scuola alle 8 del mattino sia giusto e soprattutto faccia bene all’apprendimento dei ragazzi? Per chi ama dormire ci sono delle buone notizie. Secondo gli scienziati di Oxford, cominciare la giornata scolastica alle 10 o addirittura alle 11 potrebbe apportare enormi vantaggi per gli studenti.

Nelle attività quotidiane, dicono i ricercatori, si dà poca importanza all’orologio biologico, che determina i livelli di concentrazione, attenzione e produttività nel corso della giornata. E che soprattutto varia in base all’età. Quello degli adolescenti, in particolare, si mette in moto più tardi. E mal si adegua a una giornata attiva che comincia presto al mattino. Far suonare la campanella alle 8, o addirittura alle 7,30, come accade in alcune scuole tedesche o austriache (qui una tabella che riassume gli orari delle giornate scolastiche in Europa), potrebbe provocare deprivazione di sonno tra gli adolescenti. Con conseguenze negative sulla qualità dell’apprendimento e la salute.

«La maggior parte delle persone punta la sveglia al mattino perché non si sveglierebbe naturalmente a quell’ora, se non dovesse andare a scuola o al lavoro. Abbiamo un’intera società che soffre di deprivazione del sonno. E la fascia 14-24 anni ne soffre di più»

Secondo un esperto del sonno come Paul Kelley, ricercatore dello Sleep and Circadian Neuroscience Institute dell’Università di Oxford, gli adolescenti inglesi perdono due ore di sonno al giorno. Dieci in una settimana scolastica senza il sabato. «È un enorme problema per la società», ha detto Kelley durante il British Science Festival. Per questo motivo, con un team di colleghi ha messo in piedi Teensleep, un progetto che sta coinvolgendo 100 scuole inglesi per dimostrare quali sarebbero gli effetti sugli studenti se la campanella dovesse suonare più tardi.

«La maggior parte delle persone punta la sveglia al mattino perché non si sveglierebbe naturalmente a quell’ora se non dovesse andare a scuola o al lavoro», ha spiegato Kelley. «Questo significa che abbiamo un’intera società che soffre di deprivazione del sonno. E la fascia tra i 14 e i 24 anni è quella che ne soffre di più». Secondo Lelley, i bambini tra gli 8 e i 10 anni dovrebbero cominciare la giornata scolastica alle 8,30 o più tardi, i 16enni alle 10, i 18enni addirittura alle 11 del mattino.

Il punto di partenza della ricerca Teensleep è che «non ci sono evidenze negative sui risultati di un ingresso ritardato a scuola, né positive sugli effetti dell’ingresso al mattino presto». Secondo i ricercatori, gli orari di inizio delle attività di studio o lavorative dovrebbero essere regolati in base all’età: «Quando hai dieci anni ti svegli e vai scuola presto e questo ben si adatta allo stile di vita di un bambino. Quando hai intorno ai 55 anni, hai lo stesso ritmo di vita. Ma durante l’adolescenza i ritmi si modificano e la giornata attiva ha bisogno di cominciare tre ore più tardi». 

Nel corso della ricerca, le cento scuole partecipanti verranno suddivise casualmente in quattro gruppi. Un gruppo sposterà il suono della campanella alle 10; un altro offrirà lezioni di “educazione al sonno” ai propri studenti per evitare che la sera tirino troppo tardi. Un terzo gruppo farà entrambe le cose, mentre un quarto non avrà alcun cambiamento e servirà da gruppo di controllo. L’esperimento comincerà l’anno prossimo, in occasione dell’anno accademico 2016-2017, e i risultati verranno pubblicati a settembre del 2018. Gli studenti, insomma, dovranno aspettare due anni prima di vedersi riconosciuto il sacrosanto diritto a dormire.

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