Il duro lavoro di chi scrive i biglietti nei biscotti della fortuna

Il duro lavoro di chi scrive i biglietti nei biscotti della fortuna

È un lavoro sottovalutato da tanti, alcuni addirittura ignorano che esista. Eppure non è facile scrivere le frasi enigmatiche, sapienziali e originali che si trovano nei biscotti della fortuna. Chi pensava che fosse un software si sbaglia. Esistono persone, in carne e ossa, che dedicano il proprio tempo a pensare aforismi da ristoranti. Vaghi ma specifici, evocativi ma non incomprensibili.

Il Guardian si è preso la briga di intervistare alcuni di questi scrittori – sono freelance, alcuni studenti che cercano di raggranellare qualche soldo. Cosa ne è venuto fuori? Ad esempio, che non è un mestiere semplice. Secondo Kay Marshall Strom, uno degli autori intervistati, ogni occasione diventava buona per cogliere un’idea: conversazioni con amici, film, incontri. L’ispirazione era ovunque e, di conseguenza, anche il lavoro. A distanza di anni, racconta, le capita di imbattersi in frasi scritte da lei.

Ma come si scrive una frase da biscotto della fortuna? Secondo il Guardian, non è per nulla semplice. Bisogna pensare a una cosa che sia 1) adatto a ogni tipo di pubblico, senza distinzione di età, sesso, religione e soprattutto provenienza geografica.

Deve anche 2) non essere mai offensivo, e questo a costo di non pubblicare i pensieri più divertenti.

Poi 3) dovrà evitare di ripetersi: ogni frase viene conservata in enormi database utilizzati dai ristoratori (o dai servizi che se ne occupano) ed è difficile essere prolifici e originali al tempo stesso.

e infine 4), dovrà anche essere rispettoso. Ci sono persone che ci credono davvero, che conservano i biglietti, che li utilizzano per fare scelte nella vita. Perché? Secondo Erin Jump Fry, ad di Fancy Fortune Cookies, i biglietti della fortuna sono una delle poche cose rimaste che possono sorprenderci ancora. Meglio non rovinare la magia.

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