Perché il monte Everest si chiama Everest

Perché il monte Everest si chiama Everest

La montagna più alta del mondo, si sa, è l’Everest. Quello che non sempre si sa, invece, è perché si chiama così. Everest è un nome, anzi un cognome inglese, per l’esattezza quello del colonnello e geografo gallese George Everest. Era stato inviato in India dal 1830 al 1843 con il compito di completare il progetto del Great Trigonometrical Survey, la ricerca del governo britannico per delimitare, con una misurazione precisa, i territori dell’impero. Tra gli obiettivi era compreso il calcolo dell’altezza del massiccio dell’Himalaya.

Everest, però, non misurò mai l’Everest. Ci pensò, nel 1852, Radhanath Sikdar: con una serie di osservazioni individuò la punta più alta del massiccio (la n. 15). Il metodo, all’epoca, si basava su un incrocio di proiezioni e calcoli trigonometrici. In alcuni casi le rilevazioni erano imprecise e i risultati sbagliati. Per questo il generale Andrew Scott Waugh, che sovrintendeva alla missione dopo il congedo di Everest, decise di aspettare quattro anni prima di rendere nota la scoperta.

Come recita un articolo del Times di quel periodo, “Il principale argomento di conversazione a Calcutta, in questi giorni, è la scoperta della montagna più alta del mondo”. Dopo le rilevazioni di Waugh, ci furono conseguenze: “viene detronizzata la montagna Kanchinjinga”, e sostituita da una cima poco lontana “compresa tra la stessa Kanchinjinga e Katmandoo. Questa montagna tocca i 29.002 piedi dal livello del mare, mentre Kanchinjinga arriva solo a 28.156 piedi”. In realtà, come si scoprirà dopo, le misurazioni avevano dato un risultato un filo inferiore: 29.000 piedi. Ma il numero, troppo perfetto (troppi zeri) sembra poco credibile, e allora decisero di aggiungerne un paio in più. Si erano comunque sbagliati: la montagna è alta 29.029 piedi, cioè 8.848 metri.

Rimaneva, continua il Times, un problema: “questa montagna non ha un nome comprensibile alle orecchie di gente civilizzata” – cioè, agli inglesi. E allora la proposta è quella di chiamarla in nome di Everest, l’ex supervisore. E tutti applaudirono. Un nome inglese sulla vetta del mondo.

Il colonnello fu onorato della scelta, ma anche molto imbarazzato. Il suo metodo era di nominare le cime e le montagne utilizzando nomi locali, anche per una questione di rispetto. L’Everest in lingua tibetana era chiamato Chomolungma, ma la questione fu ignorata, forse in nome del primato anglosassone. Ogni tanto qualche proptesta si fa viva, soprattutto da parte cinese. Nel 2002 il People’s Daily, giornale di Pechino, portò avanti una campagna per rinominare l’Everest, togliere il tocco inglese e ritornare alle origini: “Monte Qomolongma”. Il tentativo non ebbe molto successo.

In ogni caso si potranno consolare pensando che la pronuncia di “Everest”, cioè Éverest, che è diffusa in quasi tutto il mondo, è sbagliata. Quella corretta sarebbe “Ívrist”, all’inglese. Non è granché, ma è comunque una rivincita.