Quando nel mondo c’era voglia di futuro. All’inizio del XX secolo erano tutti gasati per le recenti scoperte tecnologiche, sognavano un mondo nuovo, un’epoca di progresso e benessere. Non è andata così, o meglio: non per tutti, non subito, non senza un prezzo molto caro. Soprattutto, non come se lo immaginavano loro.
Le scenette futuristiche di Jean-Marc Côté (e altri artisti) uscite in Francia nel 1899, 1900 e 1910 (erano pensati per l’Expo di Parigi del 1900), in omaggio nei pacchetti di sigari e sigarette, raccontavano un mondo fatto di sogni irreali ma realistici: postini che volano, pompieri in aria, macchine agricole efficienti, robot delle pulizie e così via.
Tante cose sono avvenute, altre no. L’uomo vola, ma non con la stessa comodità che immaginavano i nostri bisnonni. Al tempo stesso pulisce la casa, ma con sistemi più efficaci. E infine, si va sempre a scuola, ma il processo di apprendimento rimane uguale.
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