«Siamo pronti a guidare Roma». Ora i Cinque Stelle ci credono davvero

Roberta Lombardi, deputata M5S: «Né io, né Di Battista ci candideremo. Roma è ostaggio del Pd a due mesi dal Giubileo»

«Metteteci alla prova», appare sulla pagina Facebook del Movimento Cinque Stelle. «Adesso siamo pronti a guidare Roma», aggiunge la deputata romana Roberta Lombardi, volto noto dei pentastellati ed ex capogruppo a Montecitorio. Le dimissioni del sindaco Ignazio Marino e le polemiche all’interno del Partito democratico potrebbero aprire le porte del Campidoglio ai grillini. Per il M5S è la sfida politica più importante di sempre, ma anche la più rischiosa. I vertici del Movimento non sembrano preoccupati. «Entro il mese di novembre presenteremo i punti del programma – spiega la parlamentare – A quel punto sarà scelto online il nostro candidato sindaco».

Onorevole Lombardi, alla fine il sindaco Marino si è dimesso…
Quello che è accaduto oggi a Roma è la dimostrazione di una politica che privilegia gli interessi di un partito, non dei cittadini. E’ incredibile tenere una città con il fiato sospeso per una giornata. Anche se in realtà è da un anno che siamo in questa situazione. Noi romani siamo in ostaggio dei problemi del Partito democratico dallo scorso dicembre, da Mafia Capitale. Abbiamo perso un anno e adesso, a due mesi dal Giubileo, ci lasciano così. Anche per questo a breve chiederemo a Matteo Renzi di venire a riferire in Parlamento. Deve dirci cosa pensa di fare il governo a poche settimane da questo grande appuntamento.

«Noi romani siamo in ostaggio dei problemi del Partito democratico dallo scorso dicembre, da Mafia Capitale. Abbiamo perso un anno e adesso, a due mesi dal Giubileo, ci lasciano così»

Un movimento nuovo, poca esperienza amministrativa. I Cinque Stelle possono davvero guidare un’amministrazione complessa come quella di Roma?
Siamo assolutamente pronti. Abbiamo già una serie di soluzioni pragmatiche per questa città. Penso alla mobilità, ai servizi sociali, alle scuole, al decoro urbano, alla gestione dei rifiuti. Proposte già studiate e presentate in Campidoglio dai nostri consiglieri comunali.

Come vi preparerete alle amministrative?
Entro novembre sarà organizzata un’assemblea tra attivisti e portavoce romani in cui individueremo, tra tutti i nostri progetti, una rosa di soluzioni da presentare ai cittadini. A quel punto ci sarà un grande incontro pubblico in cui saranno scelte le prime cinque azioni che caratterizzeranno l’attività del sindaco a Cinque Stelle.

Già, il sindaco. Tra i volti noti del M5S romano c’è lei, ma anche Alessandro Di Battista e Paola Taverna. Tutti parlamentari. Eppure una regola del movimento vieta di lasciare un incarico per candidarsi a un altro ruolo.
E questa regola rimane. Non ci saranno eccezioni, le ipotesi di deroghe sono folcloristiche.

Candidando uno sconosciuto non rischiate di perdere un’occasione?
Il vero rischio è perdere la credibilità e diventare come tutti gli altri partiti.

E allora chi sarà il candidato sindaco Cinque Stelle? Ancora Marcello De Vito?
Potrebbe essere uno dei quattro consiglieri uscenti, certo. Ma anche una persona che si propone in questi giorni. Si farà una votazione online per scegliere il nostro candidato sindaco, esattamente come già avvenuto alle scorse amministrative.

Lei non si candiderà, l’ha detto. Ma le sarebbe piaciuto?
Per me sarebbe stato un grande onore. Sono nel gruppo romano dal 2007, dal primo meetup. Non le nego che entrare in Campidoglio da cittadina, nell’aula Giulio Cesare, è stata una delle più grandi emozioni. Ma le confermo che non sarò io il sindaco.

«Una regola del movimento vieta di lasciare un incarico per candidarsi a un altro ruolo. E questa regola rimane. Non ci saranno eccezioni, le ipotesi di deroghe sono folcloristiche»

Come sono i sondaggi in città?
Quanto fatto dai nostri consiglieri comunali in questi due anni, insieme alla nostra coerenza, sta dando i suoi frutti. I cittadini stanno scoprendo che rispetto a quanto accade nel Partito democratico c’è un altro modo di fare politica.

Un sindaco a Cinque Stelle è una sfida importante, ma anche molto rischiosa. L’esperienza degli ultimi sindaci lo dimostra…
Ma i problemi non li risolvi se ragioni in base alle clientele e alle lobby. Quando hai le mani libere e non devi rendere conto a nessuno, le difficoltà si superano.

Quali sono gli interventi più urgenti per Roma?
Come cittadina penso all’emergenza abitativa. Roma non ha un patrimonio immobiliare censito, una cosa assurda. I nostri consiglieri hanno già presentato una mozione a riguardo. E poi un intervento sulla mobilità: un piano per Atac (la partecipata dei trasporti pubblici, ndr) che preveda una riqualificazione del personale, dei mezzi, degli uffici… Penso all’introduzione dei controllori sui mezzi, lei lo sa che oggi l’evasione ha raggiunto il 48 per cento? Ma anche alla creazione di nuove corsie preferenziali. Tutte cose che non mi sto inventando: anche queste sono proposte che i nostri consiglieri hanno già presentato in Campidoglio.

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