CorruzioneTangenti, arrestato Lo Bosco, presidente di Rete ferroviaria italiana

Inchiesta della squadra mobile di Palermo su un giro di tangenti che sarebbero state pagate per evitare “intoppi” nello svolgimento di un appalto di 26 milioni di euro bandito dal corpo forestale della Regione Sicilia

La squadra mobile di Palermo ha scoperto un giro di mazzette attorno a un grande appalto del Corpo forestale della Regione Sicilia da 26 milioni di euro. Da qui, questa mattina, all’alba, è scattato il blitz. I poliziotti hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare chiesta al gip dal procuratore capo di Palermo Francesco Lo Voi e dall’aggiunto Dino Petralia. Finiscono agli arresti domiciliari Dario Lo Bosco, presidente di Rfi (Rete Ferroviaria Italiana), e due dirigenti del Corpo forestale, Salvatore Marranca e Giuseppe Quattrocchi. Lo Bosco, docente universitario originario di Raffadali, Agrigento, è anche presidente dell’Azienda siciliana trasporti.

Al centro dell’indagine le mazzette che sarebbero state pagate da un imprenditore agrigentino, Massimo Campione, titolare di un’impresa di costruzioni, strade e impianti eolici. Nelle scorse settimane, i poliziotti lo avevano fermato all’aeroporto Falcone Borsellino: nella borsa aveva una cartella scritta al computer con una serie di nomi, cifre e date, una sorta di diario con i riferimenti alle mazzette pagate. Non a caso l’operazione è stata chiamata “Black List”.

Al centro dell’inchiesta ci sono due distinte vicende: quella che coinvolge Marranca e Quattrocchi è relativa a un appalto per l’ammodernamento della rete di comunicazione via radio; l’altra, che riguarda Lo Bosco, ha per oggetto l’acquisto di sensori per seguire la corsa dei treni.