Liberarsi dell’energia fossile entro il 2050? Si può

Secondo uno studio di ricercatori di Stanford, tutti i Paesi del mondo potrebbero rinunciare a gas e petrolio. Manca, però, la volontà politica per farlo

Se tutti fossero d’accordo, se le linee guida sono giuste, e se ci fosse la volontà politica per farlo, si potrebbe smettere di usare combustibili fossili per sempre già dal 2050. Lo ha stabilito una ricerca condotta dall’Atmosphere/Energy Program dell’Università di Stanford, coordinata da Mark Z. Jacobson.

È una cosa importante. Si dimostra che “il passaggio da un’economia basata sul consumo di energia fossile a una affidata al 100% a risorse rinnovabili è possibile”, spiega l’autore della ricerca. Le critiche spesso si concentrano sui costi (“troppo caro”) sulla scarsità di risorse (“servono troppi spazi”) sull’efficacia finale (“in ogni caso non si riuscirebbe”). Tutto sbagliato. Si può fare, senza ricadute per l’ambiente, per il paesaggio e per l’economia. Anzi: “Si creerebbero in tutto 20 milioni di posti di lavoro”, molti di più “di quelli che verrebbero a mancare con l’abbandono dell’industria dell’energia fossile”.

Oltre al fatto che, decentralizzando l’energia, si avrebbe un crollo della richiesta di petrolio, con conseguente diminuzione di guerre, terrorismo e stragi. Niente gas, niente oro nero. Solo vento, sole e acqua.

La ricerca si è basata su un esame dei numeri: è stata calcolato il quantitativo di energia di cui ogni Paese avrà bisogno nel 2050 (elettricità, trasporti, riscaldamento, raffreddamento, energia, agricoltura), poi si è ipotizzato il modo in cui le rinnovabili potrebbero coprirlo, compresi costi e strategie.

L’Italia, secondo lo studio, potrebbe puntare molto sugli impianti solari (il 63,1%) e – molto meno – sull’eolico terrestre (l’11%), e infine una punta di idroelettrico (7,8%). Dal punto di vista economico, sarebbe una manna: il costo, che oggi è circa di 6.876 dollari all’anno a testa, si ridurrebbe a 486 dollari all’anno. Un successo.

Il problema, però, è che non si troverà mai, o quasi mai, l’intesa politica per portare a termine il progetto. Sia per la debolezza della politica, sia per l’incapacità di guardare sul lungo periodo (ma non è nemmeno così lungo). Però, come monito, può funzionare. È più interessante di quelli che faceva, ai tempi, Napolitano.