Pizza ConnectionTerrorismo, 17 arresti in Europa: «A rischio rappresentanti diplomatici norvegesi e inglesi»

Si organizzavano per chiedere la liberazione del mullah Krekar arrestato in Norvegia. Il comandante del Ros: «Ho chiesto all’autorità giudiziaria di compiere oggi l’operazione per ricordare i caduti di Nassyria»

L’indagine antiterrorismo del Ros Carabinieri ha consentito di smantellare una presunta cellula dedita al reclutamento e alla radicalizzazione di militanti attraverso il web. I militari italiani hanno collaborato con l’autorità giudiziaria e di polizia di Regno Unito, Norvegia, Finlandia, Germania e Svizzera. Gli arresti hanno riguardato sedici cittadini curdi e un Kosovaro. Il Ros ha eseguito numerose perquisizioni nelle province di Bolzano, Parma e Brescia. Perquisizioni sono state eseguite anche in Norvegia, nel Regno Unito, in Finlandia, in Germania e in Svizzera.

Uno degli arrestati Abdul Rahman Nauroz è ritenuto dagli investigatori «particolarmente attivo nell’attività di reclutamento», «sia attraverso internet, sia attraverso ‘lezionì che teneva nel proprio appartamento di Merano, luogo di riunioni segrete e crocevia di aspiranti jihadisti», tra cui il cittadino di origine kosovara Hodza Eldin, indagato e destinatario della misura cautelare. Eldin parte per la Siria e fa ritorno in Italia passando per la Svizzera.

Gli arrestati, come puntualizzato dal comandante del Ros, il generale Giuseppe Governale, progettavano attentati che avrebbero potuto «coinvolgere rappresentanti diplomatici norvegesi e inglesi per ottenere la liberazione del loro capo, mullah Krekar, detenuto in Norvegia». Krekar era già stato fermato una prima volta nel 2004 a Oslo perché ritenuto organico al gruppo, poi disgregatosi di Ansar al-Islam, costola Al Qaeda.

Andarono a interrogarlo anche i pm di Milano Elio Ramondini e Massimo Meroni sulla spinta di rapporti dei servizi segreti che portavano gli investigatori proprio sulle tracce dell’organizzazione allora guidata da Krekar. Non a caso gli stessi agenti Cia che si occupano mullah erano sono quelli che arrivano alla cattura milanese di Abu Omar. D’altronde gli americani non hanno mai fatto mistero del loro desiderio di vedere Krekar espulso dalla Norvegia. Una richiesta ribadita nell’agosto 2003, quando il ministro americano della Giustizia John Ashcroft si recò in visita a Oslo e definì Ansar-al-Islam “un gruppo molto pericoloso”.

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Gli arrestati progettavano attentati che avrebbero potuto «coinvolgere rappresentanti diplomatici norvegesi e inglesi per ottenere la liberazione del loro capo, mullah Krekar, detenuto in Norvegia»


Generale Giuseppe Governale, Comandante del Ros dei Carabinieri

Ansar-al-Islam, gruppo iracheno che Krekar contribuì a fondare con lo scopo di creare uno stato islamico nel Kurdistan iracheno, si disgrega ed entra a far parte di “Rawti Shax” o “Didi Nwe”. Alla testa ci sarebbe sempre lui Faraj Najmuddin Ahmad, alias Mullah Krekar, che nel 2012 viene arrestato per le minacce di morte ad Erna Solber, attuale premier norvegese.

Nelle indagini sono stati accertate sei partenze da Svizzera e Finlandia verso la Siria e il tutto era organizzato via web, da qui il nome di battesimo dell’operazione JWEB. Alcuni tra i combattenti partiti non hanno più fatto ritorno incontrando la morte, ma Krekar, che si trovava ai domiciliari in villaggio a 500 chilometri da Oslo dirigeva le operazioni per vagliare la «la possibilità di fare attentati nella zona del Medio Oriente e anche in Europa, non in Italia», ha detto il capo del Ros Governale nel corso della conferenza stampa.

Per il Ros la cellula guidata da Krekar «incarna l’evoluzione del modello jihadista di tipo tradizionale», ma che si è rivelata «ancora più insidiosa, rimanendo gerarchicamente strutturata, con il proprio vertice in Norvegia, ed articolata in cellule operative in numerosi paesi, tra cui un’importantissima articolazione in Italia».

Certo, aprire la conferenza stampa dicendo «ho chiesto all’autorità giudiziaria di compiere oggi l’operazione per ricordare i caduti di Nassyria» come ha fatto Governale, fa sorgere più di un dubbio sulla necessità e l’urgenza delle misure cautelari. Anche perché se, come emerge dai sospetti degli inquirenti gli attentati avrebbero potuto «coinvolgere rappresentanti diplomatici norvegesi e inglesi per ottenere la liberazione del loro capo, mullah Krekar, detenuto in Norvegia», dopo tre anni di indagini fissare una data per l’operazione e farla cadere nel corso di un anniversario, sa più che altro di spot.

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