E Bruxelles commissaria il controllo delle frontiere

La Commissione Europea vuole trasformare Frontex in una guardia di confine, dotata di potere pubblico

Commissariare il controllo dei confini esterni dell’Europa. Questa la mossa di Bruxelles per salvare lo Spazio Schengen. La crisi dei rifugiati unita ai timori per la sicurezza interna ha avviato negli ultimi mesi la corsa delle capitali alla protezione delle frontiere. Una situazione che l’esecutivo di Jean Claude Juncker ha sempre definito pericolosa per il futuro del progetto comunitario. Ecco perché in queste ore l’ex Premier lussemburghese starebbe lavorando insieme alla sua squadra si potrebbe definire rivoluzionario o sconvolgente, a seconda dei punti di vista.

Secondo le indiscrezioni che arrivano dalla stampa belga, infatti, la Commissione europea intende trasformare Frontex, l’attuale Agenzia per il controllo delle Frontiere Esterne, in una vera guardia di confine e guardia costiera europea, dotata di potere pubblico. Al nuovo corpo sarà di fatto attribuita la piena gestione delle frontiere esterne europee. Gestione oggi di competenza dei singoli Paesi, che in caso di necessità possono richiedere l’aiuto di altri Stati. Un aiuto coordinato da Frontex, il cui ruolo fino aoggi stato di tipo puramente pratico e logistico.

Il caos degli ultimi mesi e l’aumento delle lamentele da parte dei Paesi “continentali” ha spinto la Commissione europea ad accelerare quello che è da sempre uno dei punti di lavoro del suo Presidente. Juncker ha parlato della necessità per l’Unione europea di arrivare a una guardia di frontiera comune già lo scorso mese di settembre in occasione del discorso sullo stato dell’Unione all’Europarlamento. Una misura che è stata del resto chiesta anche dai ministri dell’interno di Francia e Germania proprio la scorsa settimana. Ma se l’idea di una guardia di frontiera comune è ben accolta da Parigi e Berlino, resta da vedere quale sarà l’accoglienza in quei Paesi, come l’Italia e la Grecia, che geograficamente quei confini li presidiano da sempre.

Per Roma, Atene, Budapest, Varsavia si tratterà di fatto di una perdita di sovranità sulle proprie frontiere

Per Roma, Atene, Budapest, Varsavia e tutte le altre capitali finite in questi mesi nel mirino degli altri Paesi per le presunte carenze e le disattenzioni nella gestione dei flussi migratori si tratterà di fatto di un commissariamento del controllo sui propri confini. Quella che si sta delineando all’orizzonte è una soluzione simile alla cattiva gestione della crisi del debito.
La nuova Frontex potrebbe contare su un personale da 1000 a 2000 uomini in ogni Paese membro, il cui intervento sarà attivato in casi di emergenza anche in mancanza del consenso diretto dello Stato. Per Jean Claude Juncker, che martedì prossimo rivelerà al Parlamento europeo a Strasburgo i dettagli del nuovo piano, dalla crisi dei migranti l’Europa ne uscirà rafforzata e più unita. Resta da capire se il piano gli creerà più nemici che sostenitori in un’Europa già molto provata da anni di divisioni e crisi varie.

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