Vacanze vipGstaad, il paesino sulle Alpi che a Natale diventa milionario

Madonna, Valentino, Anne Hathaway. Ogni anno durante le vacanze natalizie i vip si raccolgono in questa cittadina svizzera, che passa in poco tempo dai 7 ai 30mila abitanti

Non è Cortina. Non è Courmayeur. Il vero raduno vip si tiene ogni anno a Gstaad, il paesino degli chalet innevati, nell’Oberland bernese. Che ogni Natale, puntualmente, vede moltiplicare gli zeri del suo Pil. Da cittadina dormitorio a meta di destinazione di milionari del calibro di Madonna, lo stilista Valentino, gli armatori greci Latsis. Tutti radunati qui per una cosa: festeggiare il Natale.

Per undici mesi e mezzo all’anno, come racconta il Guardian, la cittadina svizzera è una sorta di dormitorio per anziani. Ma non durante le vacanze di Natale. Gstaad si prepara ad accogliere i suoi ospiti dai grossi conti correnti e si riempie di tappeti e velluti. La popolazione balza in dieci giorni dai 7 ai 30mila abitanti, di cui oltre 17mila sono lavoratori temporanei che accorrono a Gstaad per servire e riverire i seimila vip radunati sulle Alpi per festeggiare il Natale. Nei dieci giorni di vacanze qui si tengono addirittura anteprime mondiali dei film. Nel 2014 il produttore cinematorafico Harvey Weinstein tenne tra gli chalet una visione privata di Big Eyes di Tim Burton, per intenderci.

Rispetto alla vicina St. Moritz, Gstaad ha una cosa che St. Moritz non ha: il convitto Le Rosey. In queste aule sono passati il principe Ranieri III di Monaco fino all’ultimo Shah dell’Iran, con rette da 110mila dollari all’anno.

Tutto ruota intorno all’esclusivo Palace Hotel. Chi lavora qui ha l’obbligo di mantenere assulta riservatezza sui nomi degli ospiti. Si lavora 13-14 ore al giorno, senza riposo. Ma tutto il personale che si sposta a Gstaad per lavorare è tenuto ben lontano dagli ospiti vip. I club, le discoteche e i ristoranti dei cinque alberghi eslcusivi per loro sono off limits. Così come le feste. Dove, è inutile dirlo, corrono fiumi di champagne e caviale. Soprattutto a Capodanno.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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