Una firma di tutto riposoMatteo Renzi e il moloch dei risparmi privati

Per il premier il risparmio privato è una divinità cattiva. Ma cosa sta facendo per incentivare gli investimenti? Pochino, anzi pochissimo. E i risparmiatori continuano ad avere paura

Nell’intervista di domenica 6 dicembre sul Corriere della Sera, il presidente del consiglio Matteo Renzi – sollecitato in maniera non esattamente aggressiva da Maria Teresa Meli – ha coperto temi svariati dalla politica estera alle vicende interne del Pd, ma si è soprattutto espresso con una metafora interessante a proposito di ciò che manca all’Italia perché possa crescere a tassi davvero sostenuti.

Secondo Renzi ciò avverrà “[…] quando si smuoverà l’immenso moloch del risparmio privato”. In buona sostanza Renzi pare scocciato per il fatto che gli italiani continuino a risparmiare invece che aumentare i propri consumi e dunque contribuire a una ripresa robusta del Pil. È difficile resistere alla tentazione di (psic)analizzare il premier sulla base del termine peculiare utilizzato per descrivere il risparmio: “Moloch” indicherebbe in origine una divinità mediorientale che richiede sacrifici umani per essere placata. Successivamente il termine è stato usato per denotare in senso lato un’entità di dimensioni gigantesche, ma comunque non particolarmente amichevole.

Con il termine “Moloch” Renzi sembra oggi appellarsi alle scelte di risparmio degli italiani come a una divinità a cui chiedere assistenza, perché questi risparmi si riconvertano benignamente in poderosi consumi

Facciamo un passo indietro: il problema originario nell’ascesa di Renzi alla presidenza del Consiglio sta in una previsione errata sull’andamento del Pil nel 2014, dopo un ultimo trimestre del 2013 che aveva segnato un piccolo segno positivo di crescita: con ogni probabilità Renzi credeva di poter governare il Paese con il vento in poppa di un 2014 in crescita. Invece la crescita del Pil, specialmente a motivo della politica monetaria espansiva da parte della Banca Centrale Europea, ha fatto capolino soltanto quest’anno, ma senza raggiungere la soglia psicologica dell’1% (sarà già tanto arrivare allo 0,8%). Con il termine “Moloch” Renzi sembra oggi appellarsi alle scelte di risparmio degli italiani come a una divinità a cui chiedere assistenza, perché questi risparmi si riconvertano benignamente in poderosi consumi.

A meno di un atto sgradevole di esproprio è difficile spingere i cittadini a risparmiare di meno, quando l’incertezza sul futuro e specialmente sulle politiche economiche attuate dal governo induce a temere una situazione instabile e soprattutto un rischio di aumento futuro delle imposte: c’è una certa consequenzialità tra un governo che mostra pochissime intenzioni di ridurre la spesa pubblica corrente (chiedere a Cottarelli e Perotti per un parere in merito) e la prudente risposta degli italiani che si cautelano ingrossando ulteriormente il loro risparmioso Moloch.

È difficile spingere i cittadini a risparmiare di meno quando l’incertezza sul futuro e sulle politiche economiche del governo induce a temere una situazione instabile e soprattutto un rischio di aumento futuro delle imposte

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Non è soltanto questione di consumi posticipati: è anche questione di risparmi parcheggiati in forme di investimento poco rischioso, invece che in strumenti meno liquidi e più favorevoli allo sviluppo economico, come l’acquisto di capitale di rischio delle imprese. Si può anche ritenere che gli italiani abbiano privilegiato in maniera eccessiva l’investimento immobiliare, ma è un dato di fatto che anche da questo lato vi sia molto tesoreggiamento, cioè potenziali acquirenti di case che aspettano cali ulteriori dei prezzi e potenziali venditori che non si accontentano di prezzi sensibilmente più bassi rispetto al picco del 2008.

La dimensione mancante dentro la Legge di Stabilità è una sostanziosa “carota” che spinga verso investimenti azionari, come uno sgravio fiscale corposo per chi investe in imprese che si quotano in Borsa

Se dal lato dei consumi è l’incertezza sulla spending review e sulle imposte future ad alimentare il Moloch, dal lato dello sblocco degli investimenti il governo dovrebbe fare molto di più per evitare un eccesso di tesoreggiamento, cioè un Moloch eccessivamente prudente. Intendiamoci: dentro la Legge di Stabilità vi sono alcuni provvedimenti piuttosto sensati che vanno nella direzione giusta, come l’assegnazione agevolata dei beni ai soci – per smontare le società immobiliari bloccate dalla minaccia di tasse espropriative sulle plusvalenze – e il taglio di un quarto dell’Imu su immobili affittati a canone concordato. Si tratta di provvedimenti che attutiscono il “bastone” imposto sugli investimenti immobiliari, ma la dimensione mancante dentro la Legge di Stabilità è una sostanziosa “carota” che spinga verso investimenti azionari, come uno sgravio fiscale corposo per chi investe in imprese che si quotano in Borsa.

Una volta evocato, il Moloch dei risparmi va preso per il verso giusto, grazie a modi e a provvedimenti appropriati: il che vuol dire escludere a priori toni lamentosi e minacce di esproprio. L’avete mai visto un Moloch incazzato?

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