Anonymous si spacca. Chi sta con la Cia e chi…

Il governo Usa cerca l'aiuto di hacktivisti contro il rischio attentati. Ma Anonymous si ribella: «Chi collabora coi governi, mette a rischio la nostra battaglia per la trasparenza»

DigitaShadow opera ancora sotto nickname. «Isis ci sta dando la caccia, e non posso al momento rivelare il mio vero nome», ci dice nell’intervista che accetta di rilasciarci. DigitaShadow è un Anonymous della prima ora. Da pochi mesi, tuttavia, ha deciso insieme a un paio di altri membri della vecchia cellula GhostSec di collaborare con il governo Usa.

La situazione si è cristallizzata dopo gli attentati parigini del 13 novembre 2015. È a quel punto che GhostSec, la cellula di hacktivisti di Anonymous nata per sconfiggere Isis in rete dopo la strage di Charlie Hebdo, si rende indipendente. E diventa “legit”, cioè collabora con un governo, in questo caso quello Usa. A fine novembre 2015, GhostSec diventa Ghost Security Group (GSG). Da piccolo gruppo di una vasta rete senza trama, passa a network ben strutturato di 15 persone, con una gerarchia interna, un sito web informativo e un intermediario con il governo Usa, il contractor Kronos Advisory. «I governi stanno dimostrando di non essere più capaci di monitorare da soli il web», spiega DigitaShadow, oggi Executive Director di GSG. «Per questo hanno bisogno del nostro aiuto».

«I governi cercano di coinvolgerci, seducendoci con promesse di denaro o chiamate al dovere patriottico»

Ma Anonymous non l’ha presa bene. Attorno a metà dicembre, quando GSG finisce sulle pagine dei giornali internazionali per aver scovato un app attraverso cui Isis fa propaganda, diffonde in rete un comunicato. Lo fa attraverso il profilo Twitter YourAnonNews (che precisa di non essere la voce dell’intera rete di hacker) e definisce “deeply stupid”, estremamente stupido, il mettersi a collaborare con agenzie governative e contractors: “Si tratta della stessa industria dell’intelligence che usa la lotta al terrorismo come scusa per spiare cittadini comuni senza rispetto dei diritti alla privacy, crittografia, anonimato (…). Quando non cercano di screditare o imprigionare noi di Anonymous, cercano di coinvolgerci (…), seducendoci con promesse di denaro o chiamate al dovere patriottico”, si legge. Già il denaro. Anche non ci sono espliciti riferimenti a GSG, YourAnonNews li accusa di essersi venduti al governo Usa e ai suoi interessi.

“Consigliamo fermamente di rilasciare le informazioni al pubblico, perché è nel suo interesse che operiamo”, si chiude il comunicato. “Ogni tentativo di agire di nascosto, supportando organizzazioni politiche o governative, sarà sconsigliato o ignorato per salvaguardare i nostri alleati che combattono per l’apertura e la trasparenza”.

«Gli stupidi ingenui dietro l’operazione vengono manipolati dagli agenti di intelligence che approfittano della reazione emotiva agli attacchi di Parigi»

A fare diretto riferimento a Ghost Security Group nel suo commento, è invece Jeremy Hammond, l’hacker statunitense che dal 2010 sconta una pena decennale per aver violato la sicurezza dei sistemi dell’agenzia Stratfor, e aver fatto circolare notizie riservate attraverso Wikileaks. “Gli stupidi ingenui dietro l’operazione vengono manipolati dagli agenti di intelligence che approfittano della reazione emotiva agli attacchi di Parigi per sfruttare le nostre abilità e combattere con loro la loro ipocrita guerra al terrorismo”, scrive sul suo blog negli stessi giorni.

«Anonymous manca di leadership e di una struttura formale e per noi era difficile lavorare»

Dall’altra parte però c’è la versione del Ghost Security Group. Quella che in questa guerra apre la domanda centrale. Come si combatte al meglio Isis in rete? Con un movimento di fatto anarchico, privo di struttura, e quindi di piena efficacia ma che si definisce indipendente da ogni autorità, come Anonymous; oppure attraverso un network che lavora fianco a fianco di un governo, presumibilmente dietro compenso, ma ben strutturato e capace – come afferma il suo executive director – di offrire servizi sofisticati?

«Anonymous manca di leadership e di una struttura formale e per noi era difficile lavorare. Crediamo che la lotta al terrorismo abbia bisogno di una struttura solida. Tutti gli operatori devono sapere cosa stanno facendo gli altri, per poter coordinare i loro sforzi», spiega DigitaShadow. «Anonymous inoltre è contro i governi, e questo ci proibiva di avere relazioni continue con essi. In diverse occasioni ci troviamo in possesso di dati che possono salvare vite umane, ma senza l’assistenza dei governi i nostri dati sarebbero inutili. Noi abbiamo le informazioni, loro hanno i “boots on the ground”, gli stivali a terra. Lavorare insieme per colpire Isis è essenziale se vogliamo essere efficaci».

«Il gruppo ha avuto la brillante idea di chiedere soldi in cambio di informazioni. Il governo Usa ha accettato»

Ghost Security Group, un network che Digita definisce «di volontari», si finanzia attraverso donazioni spontanee. Denaro, dice l’executive, che viene usato solo per acquistare strumenti di lavoro, come schermi o hardware. Ma è Anoninsider.net ad accusare GSG di lavorare invece per soldi. Dopo aver oscurato circa 100 siti web di Isis, bandito 15.000 account twitter e aver scoperto attentati in Texas, New York e Libia – si legge sul sito – è successo che diverse parti del governo (Usa, ndr) hanno contattato la cellula GhostSec, per «scroccare» le sue informazioni. È a quel punto, spiega Anon Insider, che il gruppo ha avuto la brillante idea di chiedere soldi in cambio di informazioni. Il governo ha accettato e ha finanziato attraverso un contractor.

Secondo la rivista Tech.Mic, il governo Usa prende contatti con la cellula GhostSec nel luglio 2015, dopo che gli hacktivisti sventano un attentato in Tunisia, gemello di quello che a fine giugno lascia sulla spiaggia di Sousse 38 vittime, la maggior parte delle quale turisti britannici. Fino a quel momento, commenta la rivista, la cellula aveva dato la caccia a propaganda e attività di recruiting online. Questa volta si trattava di vero terrorismo.

Kronos Advisory sarebbe stato l’intermediario tra la cellula di hacker e le forze antiterrorismo del governo Usa

GhostSec, spiega sempre la rivista, contatta Michael Smith, un consulente nella lotta al terrorismo con una piccola agenzia in South Caroline chiamata Kronos Advisory. Pare che un membro della cellula di Anonymous abbia letto il suo nome sul New York Times. Gli hacktivisti passano a Smith l’informazione sull’attentato in Tunisia. Smith la gira a sua volta a chi incaricato di intervenire. Grazie a tutto questo, l’attentato, riferisce poi lo stesso Smith, viene sventato. È in seguito a questi fatti che GhostSec stipula un accordo con Kronos Advisory: sarebbe stato l’intermediario tra la cellula di hacker e le forze antiterrorismo del governo Usa. È da questo momento che GhostSec inizia ad allentare i legami con Anonymous. Fino alla rottura di novembre.

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