Storace: «Giachetti sindaco? Ma se non ha mai preso un voto in vita sua»

Il leader de La Destra si candida a sindaco di Roma in attesa delle primarie di centrodestra. «I grillini in testa? Non so che sondaggi leggete... Rischio il carcere per aver definito indegno Napolitano, ma ho rinunciato alla prescrizione»

Il leader de La Destra Francesco Storace è pronto a scalare il Campidoglio. L’ex ministro, oggi vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio, vuole misurarsi alle primarie di centrodestra per la scelta del candidato sindaco di Roma.

Storace, allora si candida?
Il 31 gennaio ci sarà una manifestazione per lanciare una proposta per Roma. C’è una grande domanda di partecipazione, mi auguro che il centrodestra darà una risposta. Se è vero, come dicono, che in questa tornata elettorale basta il 25 per cento per giocarsi la partita, non cogliere questa opportunità sarebbe pazzesco. E la gente, alle urne, si porta solo mobilitandola.

E così nel centrodestra si apre il dibattito sulle primarie.
Si è aperto? Non lo so, in quale sede?

Se non si terranno le primarie lei è pronto a scendere in campo anche da solo?
E lei lo vuole sapere prima del 31 gennaio? Aspetti la manifestazione. Io ho deciso di accelerare di fronte alle esitazioni di Giorgia Meloni, che ancora non ha deciso se vuole candidarsi. Ma l’elettorato di centrodestra chiede rappresentanza. Solo le primarie possono essere l’occasione giusta.

Giachetti conosce così bene la città che per entrare in Parlamento è dovuto andare fuori regione. È uno che non ha mai preso un voto di preferenza in vita sua

Intanto nel Partito democratico si è già schierato il primo candidato. Sarà Roberto Giachetti, vicepresidente della Camera, renziano, uno che la città la conosce molto bene.
Conosce così bene la città che per entrare in Parlamento è dovuto andare fuori regione. La prima volta che è diventato deputato è dovuto andare nelle Marche a farsi eleggere. Giachetti è uno che non ha mai preso un voto di preferenza in vita sua. Per carità, massimo rispetto per la persona. Ma il contatto popolare è un’altra cosa. Le dico questo: Giachetti è il miglior candidato possibile.

Come scusi?
ll miglior candidato possibile per noi.

Nella sfida interna Giachetti rischia di vedersela con l’ex sindaco Ignazio Marino, che sta pensando di ricandidarsi.
È il morto che afferra il vivo.

Però almeno nel centrosinistra le primarie le fanno.
Questo è vero. Quando ho ascoltato il video in cui Giachetti annunciava la decisione di candidarsi alle primarie ho pensato: “Beato lui che può farlo”

I grillini in testa? Ma che sondaggi leggete? Questa è una campagna elettorale in cui saranno decisivi i nomi dei candidati. Non si fa molta strada presentando sempre degli sconosciuti

Roma rischia di diventare una città grillina. Stando ai sondaggi, i Cinque Stelle sono in testa.
Non so che sondaggi legge lei, a me non sembra proprio. Questa è una campagna elettorale in cui saranno decisivi i nomi dei candidati. Non si fa molta strada presentando sempre degli sconosciuti.

La campagna elettorale stenta a decollare. Dalla Meloni a Di Battista, molti big evitano ancora di metterci la faccia.
Giorgia Meloni è un nome forte, potrebbe persino prendersi il lusso di candidarsi all’ultimo momento. Ma deve consentire a tutti di presentare delle liste, anche per sostenerla. Ecco perché dico che siamo in ritardo, doveva essersi già candidata. Ogni giorno che passa è perso.

Forse c’è davvero paura di vincere a Roma, come molti dicono.
Questo è un tema che riguarda tutti i politici, meno uno. Io non ce l’ho mai avuta questa paura.

Ma Roma è davvero ingovernabile?
No, non è vero. Basta essere onesti. Io ho una certa esperienza di amministrazioni locali, e nessun giudice ha mai potuto dire nulla.

In compenso lei sta attraversando un’altra vicenda giudiziaria. Dopo aver definito “indegno” Giorgio Napolitano, è stato condannato in primo grado per vilipendio al presidente della Repubblica. In questi giorni ha deciso di rinunciare alla prescrizione del reato.
Voglio capire fino anche punto arriva questo Stato. Dove uno scrittore come Erri De Luca viene assolto dall’accusa di istigazione al sabotaggio di un’opera pubblica, e un uomo politico di destra rischia una condanna perché ha osato dire dire quello che pensa.

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