Gianluca Corrado, il candidato per la sfida impossibile dei Cinquestelle milanesi

Avvocato, 39 anni, a novembre era stato sorpassato da Patrizia Bedori. Ora è lui l'uomo M5S per Milano. Ma la strada è tutta in salita

Si torna alla casella di partenza. Il Movimento 5 Stelle ha scelto il suo nuovo candidato sindaco di Milano: è Gianluca Corrado, avvocato, 39 anni, che era stato dato per favorito alle Comunarie di novembre ma era stato sorpassato da Patrizia Bedori (lei 74 voti, lui 65).
Ritiratasi la Bedori, due settimane dopo la Casaleggio ha deciso di fare un blitz per accontentare tutti. Alle 10 di giovedì 24 marzo ha annunciato sul blog di Beppe Grillo l’apertura istantanea di nuove primarie – ma solo confermative – sul nome di Corrado, arrivato terzo ma diventato primo dei non eletti dopo che Livio Lo Verso si è tirato fuori. Nove ore per votare, questa volta on-line e non ai seggi che scoraggiarono molti attivisti la volta scorsa, trasformando la mobilitazione in un flop in termini di partecipazione. L’urna virtuale ha confermato che sarà lui il candidato del M5S a Milano: secondo i dati forniti dal Movimento, alle nuove primarie hanno partecipato 876 iscritti certificati milanesi, hanno votato a favore di Corrado in 634 (il 72%).

Le strade per il dopo Bedori erano due: o candidare Corrado automaticamente, con una decisione dall’alto. O fare nuove primarie sul modello di quelle che hanno portato alla scelta di Virginia Raggi a Roma, visto che la base milanese non avrebbe gradito un’esclusione di Corrado a priori ma voleva comunque un bagno di democrazia. I vertici del Movimento hanno deciso per una via di mediazione. Senza clamori. Senza strappi. Senza cambi repentini di gioco. Sul nome di Corrado è stato quindi chiesto l’apprezzamento dei grillini certificati di Milano: un si’ o un no.

​Avvocato nato a Messina e cresciuto a Lipari, il neo-candidato sindaco si è trasferito a Bologna e poi a Milano, dove ha aderito alla causa di Grillo con grande convinzione. E’ stato lui, raccontano, a fornire pareri legali al Movimento in questi cinque anni all’opposizione del sindaco di centrosinistra, Giuliano Pisapia

Davanti al nuovo candidato sindaco di Milano ci sono ora due impegni decisivi. Il primo, farsi conoscere fuori dalla cerchia grillina a tre mesi dalle elezioni, in una campagna elettorale che è iniziata con largo anticipo. In lizza ci sono tre candidati che possono vantare un curriculum pesante: l’ex commissario Giuseppe Sala nel centrosinistra, l’ex direttore generale della Confindustria Stefano Parisi nel centrodestra, l’ex ad di Banca Intesa Corrado Passera al centro.
ll secondo impegno è di farsi sostenere con convinzione proprio dentro il suo Movimento. Non fosse stato per le chance di vittoria di cui il M5S è accreditato a Roma e a Torino, il caso Bedori a Milano avrebbe rischiato di indebolire la creatura politica di Grillo anche a livello nazionale.
L’ex candidata ha fatto “un passo di lato” (parole sue) o “un passo indietro” (parole del blog di Grillo) perché non ha retto alla pressione: in pochi ormai la sostenevano e lei stessa non era riuscita ad entrare nel ruolo, una volta vinte a sorpresa le primarie di novembre. Dopo aver rinunciato ha denunciato di essere stata derisa per il suo aspetto fisico e la vita da casalinga. Corrado deve farsi sostenere da tutti ed emergere velocemente nel dibattito milanese.

Chi presenziò da esterno al Movimento al talk-show pre-primarie di novembre ricorda che nessuno degli otto candidati riusciva a spiccare nel confronto. Nessuno, tranne la Bedori, che si presentava come donna semplice ma determinata, tanto da rivendicare pubblicamente di non aver mai messo piede (fino ad allora) alla Casaleggio, che pur si trova nel centro di Milano a pochi chilometri da dove, in zona 3, è stata eletta consigliera di zona. Curioso dettaglio. I grillini raccontano però di Corrado come di una persona pratica, conosciuta da gran parte degli attivisti. E soprattutto già addentro alle questioni comunali, diversamente dalla Bedori.
Avvocato nato a Messina e cresciuto a Lipari, il neo-candidato sindaco si è trasferito a Bologna e poi a Milano, dove ha aderito alla causa di Grillo con grande convinzione. E’ stato lui, raccontano, a fornire pareri legali al Movimento in questi cinque anni all’opposizione del sindaco di centrosinistra, Giuliano Pisapia. Corrado ha aiutato l’unico consigliere comunale uscente, Mattia Calise, a districarsi nei documenti, nei dossier, in quelle pratiche burocratiche che nascondono i segreti della città. Questa esperienza dovrebbe, quindi, evitare che il candidato cada come la Bedori di fronte all’accusa di non conoscere Milano (come le disse senza tanti giri di parole Dario Fo).

Un dato è certo. Milano sarà una sfida difficile per i grillini. Partivano in svantaggio, senza l’illusione di andare al ballottaggio. Si guarda al 3,4% del 2011: l’obiettivo ora è di non scendere sotto la soglia del 10%, risultato minimo in una città così emblematica. Forse – a vedere certi toni sessisti nel dibattito pubblico legato a queste Comunali 2016 – il nuovo candidato sindaco a 5 Stelle di Milano potrebbe avere un vantaggio. E’ un uomo, non sarà vittima di confronti non-politici con le colleghe di altre città.

Twitter: @ilbrontolo