Spending a quattro ruote: in un anno sono scomparse 40mila autoblu

Alla Camera una proposta di legge per diminuire l’odiato simbolo della casta. Nel 2014 erano a disposizione delle pubbliche amministrazioni 66.619 auto di servizio, ora sono 23.203. Ma non tutti gli enti hanno risposto al censimento pubblico

Sorpresa, in Italia diminuiscono le autoblu. Nel 2014 le autovetture di servizio a disposizione delle pubbliche amministrazioni erano 66.619, alla fine del 2015 si sono ridotte a 23.203. La sforbiciata a uno dei simboli della casta appare evidente. Per quanto riguarda le amministrazioni centrali dello Stato, nel giro di un anno il numero dei veicoli si è dimezzato. Passando da 567 a 274.

E così le autoblu con autista a disposizione dei ministeri stanno diventando una rarità: erano 159 nel 2014, ne sono rimaste 59. Regioni e province autonome potevano contare su 2.883 auto, adesso sono 1.277. Di cui 759 sono di proprietà. Province e città metropolitane sono passate da 4mila a 1.400 vetture. A fornire le cifre è il sottosegretario alla Funzione pubblica Angelo Rughetti, che in questi giorni è intervenuto in commissione Affari costituzionali alla Camera. Da qualche mese, infatti, a Montecitorio è in corso di esame una proposta di legge del Movimento Cinque Stelle per ridurre i costi del discusso servizio. Entro questa settimana si concluderà l’esame in commissione, poi dalla prossima il provvedimento arriverà in Aula. Giusto il tempo di approvare alcuni emendamenti restrittivi del Partito democratico: dalla proroga fino a tutto il 2017 del divieto di acquistare o affittare nuovi veicoli, fino alla trasformazione degli abusi in reato penale (peculato d’uso).

E così le autoblu con autista a disposizione dei ministeri stanno diventando una rarità: erano 159 nel 2014, ne sono rimaste 59

Intanto il dipartimento della Funzione pubblica rende noti i risultati del censimento delle auto di servizio. Un censimento parziale, considerando che – nonostante la proroga di un mese – al momento hanno fornito i propri dati solo 4.647 soggetti. Il 45,6 per cento del totale. A pesare è soprattutto la mancata risposta di enti di piccole dimensioni. Le amministrazioni centrali hanno risposto al 100 per cento, gli enti pubblici nazionali al 75 per cento. Le amministrazioni inadempienti sono spesso i comuni non capoluogo, che hanno risposto solo nel 34 per cento dei casi. Ma gran parte di questi enti, spiegano dal governo, non possiedono autovetture. Di sforbiciata in sforbiciata, adesso scatteranno le sanzioni per chi non ha partecipato al censimento. «Nel caso di mancato adempimento dell’obbligo di comunicazione – spiega il dipartimento – si incorre nel divieto di effettuare spese complessive annuali per un ammontare superiore al 50 per cento del limite di spesa previsto nel 2013 per l’acquisto, la manutenzione, il noleggio e l’esercizio di autovetture, nonché per l’acquisto di buoni taxi».

Si è concluso il censimento delle auto di servizio. Hanno fornito i propri dati 4.647 soggetti. Il 45,6 per cento del totale. A pesare è soprattutto la mancata risposta dei comuni non capoluogo, solo il 34 per cento ha compilato il questionario

Ma quali sono le autoblu ancora in circolazione? Il 4 febbraio scorso, intervenendo in commissione Affari costituzionali, il ministro per la Semplificazione e la Pubblica amministrazione Marianna Madia ha spiegato che oltre l’80 per cento delle autoblu circolanti in Italia è in servizio ad Aziende sanitarie locali, Enti territoriali e Regioni. Come emerge dai dati del censimento, quasi tutte sono prive di autista dedicato a tale mansione. Veicoli in uso per svolgere attività di servizio «e di carattere operativo». Quasi tutte le amministrazioni centrali possono contare su cinque o meno auto. Chi ne ha di più – è il caso del Ministero dell’Economia, che nel 2015 aveva a disposizione 12 autoblu – lo fa grazie a contratti di noleggio e leasing che proseguiranno solo fino alla naturale scadenza. La stretta decisa a Palazzo Chigi sembra funzionare. Intanto a gennaio il ministro Madia ha inviato una lettera a tutti i ministeri per precisare le nuove regole di condotta. Tra queste c’è il divieto di avvalersi di autoblu già in uso ad altre amministrazioni. E quello di assegnare auto di servizio a soggetti diversi da quelli previsti dalla normativa. In ogni caso le “ragioni di servizio” che permettono l’utilizzo delle vetture, non possono in alcun modo comprendere lo spostamento dei dirigenti tra abitazione e luogo di lavoro.

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