Cosa c’è dentro le nuove fabbriche: la fiera dell’automazione si trasforma in una mostra

A Parma torna la fiera Sps, con una missione: far capire alle aziende di che si parla quando si parla di Industria 4.0. Perché finora chi deve fare investimenti è confuso e ha bisogno come non mai di esempi concreti

Immaginate una t-shirt, di quelle con le scritte a caratteri cubitali. Riuscireste a metterci dentro la spiegazione di che cosa sia l’Industria 4.0? Se ci riuscite siete dei maghi. Perché il concetto della nuova manifattura, elaborato in Germania con l’etichetta di Industrie 4.0, è articolato. Ha a che fare in primo luogo con l’introduzione dell’Internet delle cose nei processi industriali. Ma anche con l’utilizzo dei big data, della realtà aumentata e delle stampanti 3D. Non solo: c’entra con la digitalizzazione dei processi e con la comunicazione tra macchinari dentro una fabbrica e tra gli attori della filiera. Insomma, è un concetto abbastanza complesso da richiedere una richiesta quasi disperata, da parte delle aziende, di spiegazioni terra terra ed esempi concreti. Soprattutto da parte di chi, oltre a capire, deve decidere se investire i propri soldi su questa frontiera della produzione.

Per dare qualche risposta alle imprese, la fiera Sps sull’automazione industriale dedicherà l’edizione di quest’anno alla divulgazione di questi processi. La fiera, che si terrà dal 24 al 26 maggio alla fiera di Parma, è organizzata da Messe Frankfurt, che da oltre un anno sta svolgendo un ruolo di divulgazione su questi temi. Nei padiglioni (per la precisione al quarto) ci sarà innanzitutto una mostra, chiamata Know How 4.0. Conterrà video, spiegazione dei concetti più elaborati e soprattutto testimonianze: 25 aziende si sono messe a disposizione per mostrare quali soluzioni e applicazioni hanno adottato. «Abbiamo voluto togliere la parola “Industria” per far capire che l’ambito di applicazione di queste tecnologie può essere più ampio», spiega Giambattista Gruosso, curatore della mostra e docente al Politecnico, dove curerà dal prossimo anno il primo master dedicato a queste tematiche.

«Abbiamo voluto togliere la parola “Industria” per far capire che l’ambito di applicazione di queste tecnologie può essere più ampio»


Giambattista Gruosso, curatore della mostra e docente al Politecnico

La mostra non sarà l’unico fronte della divulgazione. Ci si metterà anche Anie Automazione, che presenterà l’osservatorio “La nuova frontiera della competitività industriale in Italia”, commissionato da Messe Frankfurt e concentrato sui settori dell’automotive, dell’elettromeccanica, del food e del pharma&beauty. «Quest’anno il nostro fine principale è divulgare, fare cultura, perché ci rendiamo conto che ci siano delle forti criticità di comprensione da parte di chi deve investire», commenta Marco Vecchio, segretario di Anie Automazione. Ci sarà anche modo di richiamare l’attenzione del nuovo ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda. «Speriamo che il governo inizi a dare una mano – continua -, dando un approccio più sistemico a questo concetto, come è accaduto in altri Paesi. Il processo era iniziato, c’è stato uno stop con il cambio della guardia al ministero», dopo le dimissioni di Federica Guidi.

Sulla stessa falsariga – fare cultura – si muovono anche Cisco e Roland Berger. La società americana presenterà “IoE Talks: la fabbrica in digitale”, un format dedicato a spiegare come si stanno contaminando l’Itc con i macchinari industriali. La società di consulenza tedesca, la prima a sistematizzare il concetto di Industrie 4.0, presenterà i risultati di un sondaggio su oltre 300 aziende. A tutte loro sono state poste domande sullo stato d’adozione delle nuove tecnologie, sugli impatti attesi e su quanto siano pronte culturalmente ad adottarle. Se le risposte andranno nella direzione delle prime indagini effettuate sul tema, c’è da avere aspettative limitate sull’attuale consapevolezza.

«Quest’anno il nostro fine principale è divulgare, fare cultura, perché ci rendiamo conto che ci siano delle forti criticità di comprensione da parte di chi deve investire»


Marco Vecchio, segretario di Anie Automazione

La fiera Sps è arrivata alla sua sesta edizione e mostra un aumento dell’11% rispetto all’edizione precedente, che a sua volta era stata in crescita. L’80% delle oltre 650 società presenti sarà rappresentata da una filiale di un’azienda straniera o da un distributore commerciale italiano di una società straniera. Su tutti spicca il German Pavillon, che conterà 20 colossi del settore. L’automazione italiana, in ogni caso, vive un buon momento: nel 2015 il fatturato è salito dell’11%, tornando per la prima volta sui livelli pre-crisi. Bene (+5% nei primi mesi del 2016) anche il comparto Assofuid, dedicato alla pneumautica e di oleoidraulica.

Al tema delle applicazioni dell’Industria 4.0 nelle fabbriche, Linkiesta ha dedicato una serie di analisi e di storie aziendali (si vedano anche gli articoli correlati qui sotto).