Altro che Brexit: meglio la lotta per cacciare gli inglesi dalla Cornovaglia

Sulla costa cornovagliese i villaggi sono poveri ma le case costano tantissimo. Colpa dei non residenti, che comprano seconde case e rendono impossibile agli abitanti permettersi affitti adeguati. Un referendum ha deciso di fermarli. Ma è la scelta giusta?

Gli inglesi vorrebbero lasciare l’Europa. Secondo i cornovagliesi, però, dovrebbero lasciare prima di tutto la Cornovaglia. Anche qui si è votato: in tre villaggetti della costa, però, l’obiettivo era di limitare a chi viene da fuori e impedir loro di comprare seconde case, al motto di “English Out”.

La ragione è semplice: la Cornovaglia è una delle regioni più povere d’Europa ma le sue case hanno dei prezzi altissimi, quasi al livello di quelli di Londra. I turisti stagionali, londinesi e no, sono i responsabili di questa bolla dei prezzi edili. Circa 768 euro al mese di affitto, per stare in estrema periferia. Risultato? I giovani e gli studenti sono costretti a stare nelle topaie o, nei casi migliori, a vivere sulle barche ormeggiate. Studiare beccheggiando.

Una situazione non più sostenibile. La cittadina di St. Ives, ribattezzata proprio per questo fenomeno Kensington-on-Sea, a maggio, ha deciso per via di referendum di bloccare gli acquisti di seconde case. Chi le ha già non potrà certo essere buttato fuori, ma per tutti gli altri la porta è chiusa. A meno che non siano residenti veri. Dopo St. Ives, altri due villaggi – Fowney e Mevagissey – hanno deciso di seguire l’esempio. Del resto, c’è da capirli: un terzo di Fowney e un quarto di Mevagissey è composto di seconde case di non residenti.

La questione, in realtà, è più complessa di così. Le seconde case sono un problema, ma anche una risorsa. Gran parte dell’economia dell’area dipende dal turismo. Operazioni come questa possono solo scoraggiarlo. È l’idea di Linda Taylor, il sindaco di St. Ives, che ha subito il referendum nella speranza che, almeno, aiutasse i residenti ad acquistare una casa. Ma ci sono complicazioni. Secondo alcuni esperti l’effetto di questa scelta sarà l’opposto di quello che i residenti si auguravano: lo sviluppo dell’area sarà frenato in modo decisivo.

Non solo: anche dal punto di vista economico ci sono alcuni dubbi. Meno case restano sul mercato, più alti saranno i prezzi di quelle già esistenti. Quando si tratterà di comprare un appartamento, sarà difficile che i residenti, con i loro stipendi, possano competere con i ricconi che vengono da fuori. E la situazione si aggraverà.

La Cornovaglia in ogni caso combatterà quella che, dal loro punto di vista è una battaglia anche culturale. Sono una comunità celtica come irlandesi e scozzesi, ma a differenza delle altre due, non riesce a far valere la sua identità culturale, né nel linguaggio né nella conservazione delle tradizioni. E perdere le case diventa, in modo ulteriore, una beffa.

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