L’allarme del Wwf: «Ci aspettano estati sempre più calde, e non solo quelle»

Maria Grazia Midulla, responsabile clima ed energia del Wwf. «Lo scorso mese di luglio è stato il più rovente di sempre, ma anche febbraio ha fatto registrare un record di calore. Il riscaldamento globale ci interessa da vicino: nel Mediterraneo i fenomeni più gravi sono legati a siccità e incendi

La temperatura aumenta, ogni anno di più. Se in Italia l’estate 2015 è stata la terza più calda da quando si effettuano rilevazioni scientifiche, lo scorso luglio è risultato il più rovente di sempre. Oltre tre gradi e mezzo sopra la media. «E sono inquietanti anche i dati successivi» racconta Maria Grazia Midulla, responsabile clima ed energia del WWF. «Anche tutti i mesi successivi hanno fatto registrare caldo record a livello globale, incluso maggio. L’ultimo febbraio è risultato addirittura più caldo di 1,35 gradi rispetto alla media». Intanto, secondo alcune ipotesi scientifiche, quella che sta per iniziare potrebbe essere l’estate più arroventata della storia.

Dottoressa Midulla, dobbiamo prepararci a una stagione bollente?
Gli scienziati sono molto preoccupati. Ci dicono che queste temperature anomale sono provocate per l’80 per cento dal riscaldamento globale. È un fenomeno globale, non dobbiamo farci ingannare da quello che succede in Italia. In queste settimane l’aria è stata più fresca. Ma nel Nord Europa, in Groenlandia e in Alaska si stanno registrando temperature record. E questo ha un forte effetto sullo scioglimento, per esempio, del ghiaccio terreste, che a sua volta ha un’influenza diretta sull’innalzamento dei mari.

Quanto cresce la temperatura del pianeta?
Aspettiamo le prossime misurazioni. Intanto la temperatura media è aumentata di circa un grado. La tendenza è dimostrata da un dato: negli ultimi venti anni si sono registrati continui record di calore. Alla recente conferenza sul clima di Parigi, si è deciso di mantenere l’aumento della temperatura media mondiale entro 1,5 gradi. È evidente che continuando così la soglia si avvicina velocemente. Questo ci spinge ad adottare azioni drastiche per tagliare le emissioni di anidride carbonica, il principale gas serra.

Il riscaldamento globale è collegato ad eventi estremi: la siccità, le grandi ondate di calore ma anche gli uragani e le alluvioni improvvise. Spesso i due eventi avvengono a breve distanza. E questo aumenta i loro effetti distruttivi

Quali sono i principali effetti del riscaldamento globale?
Si pensa che il riscaldamento globale sia collegato ad eventi estremi, come la siccità e le grandi ondate di calore. Ma anche le tempeste, gli uragani e le alluvioni improvvise: quelle che in Italia chiamiamo “bombe d’acqua” e gli inglesi definiscono flash flood. Spesso siccità e flash flood avvengono a breve distanza temporale, e questo aumenta i loro effetti distruttivi. Si sta studiando l’effetto del riscaldamento globale sul jet stream, le correnti ventose. E ancora: la fusione dei ghiacci marini artici potrebbe avere conseguenze sulle correnti marine. La fusione dei ghiacci terresti invece, ad esempio in Groenlandia e in Alaska, ha potenziali effetti catastrofici sul livello dei mari. Nel lungo periodo è ipotizzabile un aumento di diversi metri. Ma bastano pochi centimetri, come sta già accadendo, e numerosi atolli del Pacifico sono stati sommersi. Le prospettive sono inquietanti. La civiltà umana si è sviluppata lungo i corsi d’acqua e le coste: New York, Londra, Amsterdam e molte città asiatiche corrono un serio rischio. E non bisogna dimenticare lo scioglimento dei ghiacci delle montagne, che sono la nostra riserva d’acqua. A lungo andare potranno crearsi gravi problemi per l’approvvigionamento idrico.

E in Italia?
Parlando di riscaldamento globale, il Mediterraneo è una delle aree più a rischio. In particolare per la siccità e per il fenomeno degli incendi. È un problema che interessa direttamente l’Italia, ma anche la Spagna e la Grecia. E ancora di più l’altra parte del Mediterraneo. Nessuno pensa che nei prossimi anni queste conseguenze del cambiamento climatico avranno un impatto anche sui fenomeni migratori. Dobbiamo mettere in conto che ci saranno rilevanti spostamenti di persone, anche all’interno di singoli Stati, nelle zone più colpite da siccità e scarsità d’acqua o da altri eventi meteorologici estremi.

Il Mediterraneo è una delle aree più a rischio, in particolare per la siccità e gli incendi. È un problema che interessa direttamente l’Italia, ma non solo. Nessuno pensa che nei prossimi anni queste conseguenze del cambiamento climatico avranno un impatto anche sui fenomeni migratori

L’aumento della temperatura globale è un dato di fatto o una teoria?
Recentemente il presidente Obama ha criticato quelli che negano l’evidenza dei cambiamenti climatici. “Quando il presidente Kennedy ha lanciato la corsa alla luna – ha spiegato – qualcuno pensava che non ne valesse la pena. Ma nessuno ha mai detto che la luna era fatta di formaggio”. Se prendiamo in considerazione gli studiosi che si occupano di scienza del clima, possiamo facilmente vedere che il 97 per cento sono concordi nell’attribuire alla responsabilità umana gran parte dei cambiamenti climatici in corso. Uno scienziato del NOAA, (l’amministrazione Nazionale Oceanica ed Atmosferica statunitense, ndr) ha detto che nella comunità scientifica c’è più consenso su questo argomento che sulla legge di gravitazione universale di Newton.

Il futuro è scuro?
Alcuni danni sono stati fatti, questo è evidente. Ma nelle soluzioni possiamo avere prospettive di un buon livello di vita. Forse persino migliore di quello attuale. Ai combustibili fossili non è associato solo l’aumento della temperatura, ma anche l’inquinamento atmosferico. Proprio pochi giorni fa l’Ocse ha spiegato che i danni da inquinamento provocano nove milioni i morti premature ogni anno. Sfruttando fonti rinnovabili, così, limitiamo anche i danni per la nostra salute. Abbiamo già tutte le capacità per fare a meno dei combustibili fossili. L’uso del carbone è in diminuzione, a livello globale potremmo farne a meno nel giro di pochi anni. E con l’avvento delle auto elettriche la prospettiva di eliminare anche la benzina, quindi il petrolio, è molto vicina. Bisogna cambiare il paradigma del consumo e dello spreco. Dobbiamo imparare a usare meglio energia e risorse naturali. Da italiana ammetto di essere un po’ preoccupata. Ancora non vedo il nostro Paese alla ricerca di un ruolo nell’economia del futuro. Siamo ancora molto influenzati dalle energie, e dalle lobby, del passato.

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