Belle storieMiguel, il tifoso non vedente che va allo stadio a “sentire” le partite

Miguel Machado ha 19 anni ed è cieco dalla nascita, ma con il fratello è in Francia per seguire la Seleccion allo stadio: "Anch’io faccio sport, e gioco meglio quando il pubblico mi incita: lo stesso accade per i giocatori in campo, sentono quando siamo al loro fianco"

Nella costante ricerca di tifosi bizzarri, spesso abbigliati con strani cappelli o vestiti appariscenti, durante Spagna-Repubblica Ceca di qualche giorno fa le telecamere della Uefa si sono posate su un tifoso iberico. Gli elementi perché venisse inquadrato c’erano. Uno in particolare: una scritta rossa, sul petto: “Non vedo, ma ti sento”.

Già, perché Miguel Machado, Migue per tutti, è cieco dalla nascita. E non è affatto bizzarro. Anzi. Con il fratello ha deciso di seguire La Roja agli Europei di calcio 2016. Andando allo stadio e “sentendo” le partite. “È una frase che ha pensato mio fratello e mi è piaciuta tantissimo perché è proprio così: io non vedo, però sento una grande passione per la nazionale e per il Granada. Anch’io faccio sport, e gioco meglio quando il pubblico mi incita: lo stesso accade per i giocatori in campo, sentono quando siamo al loro fianco”, ha raccontato a Marca, celebre quotidiano sportivo spagnolo.

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Tifosissimo del Granada, Miguel e il fratello Josè Antonio sono stati selezionati per l’iniziativa “La Otra Seleccion”, grazie al quale i 23 migliori tifosi spagnoli vengono accompagnati in Francia con un pullman dedicato, per sguire la Nazionale fino a quando sarà in corsa per Euro 2016. La finale sarà il 10 luglio: il giorno del compleanno di Miguel. Che ovviamente spera di esserci, per sentire la vittoria: “Non sono certo venuto qui per andarmene a metà del cammino. Sono venuto qui per arrivare alla finale e vincere”. Miguel ha avuto già occasione di conoscere molti giocatori e il ct Vicente Del Bosque lo ha pubblicamente ringraziato per la passione mostrata. Ma il sogno di Miguel è conoscere Nolito: “Mi ha già fatto avere una sua maglia quando giocava nel Granada, ma attraverso un membro della sicurezza. Ora mio fratello ed io vorremmo abbracciarlo”.

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