Banca Ifis acquisisce Interbanca: accordo raggiunto per 160 milioni

L’operazione prevede l’acquisizione del 99,99% di GE Capital Interbanca. Non ci sarà necessità di aumento di capitale, si aspetta l’autorizzazione dell’Autorità di Vigilanza e dell’Antitrust

Banca Ifis si espande ed acquisisce GE Capital Interbanca, in un’operazione che riguarda il 99,99% del gruppo e che vale 160 milioni di euro. La banca di Mestre, specializzata nel facturing, si apre a nuove realtà, in particolare – come si premura di sottolineare l’ad Giovanni Bossi – al leasing e al lending. Il tutto avviene senza aumento di capitale, comprendendo il rimborso del debito di GE Capital Interbanca nei confronti di GE Capital.

Il senso dell’operazione consiste nel rafforzare i punti di forza della banca, leader italiano della specialty finance e, al tempo stesso, aprire a nuove possibilità di sviluppo. In particolare concentrandosi sul supporto finanziario delle imprese italiane. «Con particolare attenzione per le piccole e medie. E le micro, che costituiscono l’ossatura dell’economia italiana». Con le competenze di GE sarà possibile seguire l’intero ciclo vitale dell’impresa: dai prestiti iniziali fino al restructuring e agli interventi sui non-performing loans.

Particolare attenzione viene data alle «nuove competenze acquisite», con cui Banca Ifis mira a costruire «sinergie operative e gestionali». L’acquisizione porterà a una struttura unica e snella, basata sulla piattaforma digitale di Banca Ifis e guidata da un business model incentrato sull’efficientamento delle strutture già esistenti. Insieme al rafforzamento patrimoniale, dovuto in gran parte alla situazione «eccellente» di GE Capital Interbanca, si verificherà anche un incremento «delle risorse umane: arriverà a quota 1300».

La notizia arriva insieme alla divulgazione dei risultati finanziari del primo semestre del 2016. «Una semestrale positiva», dichiara Giovanni Bossi, «anche se i dati possono sembrare ingannevoli». Tutte le cifre, se confrontate con il semestre 2015, appaiono con il segno meno davanti. «Ma questo si spiega con un’operazione dell’aprile 2015, in cui Banca Ifis ha realizzato una plusvalenza di 124,5 milioni di euro in seguito al riassetto del portafoglio dei titoli di Stato». Operazione unica e non più ripetibile che, però, rischia di rendere meno evidenti i buoni risultati dei primi sei mesi del 2016. Un esempio chiarificatore è il dato sul margine di intermediazione: al netto dell’operazione che ha caratterizzato il 2015, risulta in crescita del 7,1%.

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