Dopo la Brexit la risposta della Bank of England si è fatta sentire, eccome. Con quattro misure la banca centrale britannica ha delineato un piano aggressivo. Il primo tassello del puzzle è il taglio dei tassi dello 0,25%, portando il tasso di riferimento allo 0,25 per cento. Ma sono le altre misure che vanno osservate da vicino dagli investitori. La banca ha messo a punto una modalità di finanziamento chiamata “Term Funding Scheme” che facilita la creazione di credito verso le famiglie e imprese e dovrebbe evitare alle banche la crisi di redditività data dai tassi bassi. È previsto il ricorso a un programma di Quantitative Easing da 60 miliardi di sterline per comprare titoli di stato inglesi su un orizzonte di 6 mesi. Infine, ci sarà un piano di acquisto di 10 miliardi di sterline per l’acquisto di obbligazioni corporate. Questi ultimi acquisti comprimeranno i tassi sulle obbligazioni corporate con un conseguente prevedibile spostamento degli investitori in cerca di rendimento verso obbligazioni più rischiose o azioni ad alto dividendo. Chi investe si deve attrezzare alla nuova realtà. Con un’avvertenza: la banca potrebbe sorprendere ancora pur di riportare mercati ed economia sulla giusta traiettoria.
16 Agosto 2016
Il primo effetto della Brexit? Cambiare la Bank of England
Un taglio dei tassi di interesse, un nuovo quantitative easing, ma anche misure per favorire i prestiti alle famiglie e alle imprese e per garantire l’acquisto di obbligazioni di grandi aziende. È la risposta aggressiva della banca centrale britannica alla Brexit. Potrebbe non essere finita