Batteri: per resistere agli antibiotici bastano due settimane

L’esperimento, inquietante, messo in piedi a Harvard mette in luce un aspetto molto pericoloso e spesso ignorato: i batteri possono adattarsi e sviluppare una resistenza agli antibiotici, rendendo inutile la loro assunzione

Un filmato per non stare sereni. Lo hanno registrato alla Harvard Medical School e mostra come, in un paio di settimane, un batterio (nella fattispecie un Escherichia coli) riesca non solo a sopravvivere ad alte dosi di antibiotici, ma addirittura a sviluppare una strenua resistenza e a prosperare.

L’esperimento è molto semplice. Gli scienziati hanno costruito una sorta di piastra di Petri di circa un metro di larghezza e un metro e mezzo di lunghezza e l’hanno riempita con 14 litri di agar, una specie di gelatina che costituisce il miglior nutrimento per i batteri. Dopodiché hanno suddiviso la piastra in diverse sezioni verticali (nel video si vede bene) e per ogni sezione hanno spalmato una diversa quantità di antibiotici. Alle due estremità dei lati, il livello di antibiotico è pari a zero. Cresce andando verso il centro: prima con una quantità dieci volte superiore, poi cento volte superiore e, infine, nel mezzo, di mille volte superiore. Dopodiché sono rimasti a guardare.

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Il risultato è piuttosto inquietante: i batteri, se lasciati in un ambiente del tutto favorevoli, sono stati in grado di adattarsi ed evolvere in barba alle sostanze antibiotiche. Perfino nella sezione con la quantità di materiale antibiotico più alta sono riusciti a sviluppare una resistenza e a sopravvivere. Certo, come si premurano di sottolineare gli studiosi, non si è di fronte a una situazione reale: le condizioni poste nel laboratorio sono eccezionali. Rendono però evidente come il rischio ci sia e come l’abusare nell’assunzione di antibiotici costituisca un problema per tutti.

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