I venti di guerra che soffiano negli ultimi tempi riportano in vita vecchi fantasmi: la guerra nucleare. È un rischio evocato, nelle sue esagerazioni, anche da Numan Kurtulmus, vicepremier turco: i dissidi tra Usa e Russia potrebbero dare inizio al disastro atomico. Sarà vero?
Senza perdersi in sottili analisi geopolitiche, la cosa migliore è trovarsi un posto dove le conseguenze di una guerra nucleare. Punto primo, è meglio togliersi al volo dai Paesi in cui ci sono testate nucleari o che hanno accordi nucleari.
Secondo una mappa pubblicata da Statista, è molto saggio spostarsi nell’emisfero meridionale. La maggior parte delle testate nucleari, del resto, si trovano nell’emisfero settentrionale: il 90% dell’atomica mondiale. Certo, questo implica che, se una guerra ci sarà, dovrà svolgersi tra quei Paesi, e non è certo scontato.
Se poi ci saranno scontri ad alto livello, è probabile che la temperatura globale diminuisca, che l’ozono si riduca, che i raccolti siano meno abbondanti e che aumentino i rischi di malattie e neoplasie.
La conclusione, allora, è un luogo non troppo soleggiato (per evitare i raggi ultravioletti), meglio se con risorse di cibo abbondanti, se possibile in Africa o in Sudamerica (appunto, dove c’è un rischio minore di finire coinvolti negli scontri). Ma quale? Purtroppo la risposta non è data.