Il campo estivo dei ragazzi che non possono esporsi alla luce

Una malattia li costringe a evitare il sole: sono costretti a stare in casa, al buio, o a vivere di notti. Questo li costringe alla solitudine, tranne quando, d’estate, possono andare a Camp Sundown, insieme ad altre persone nella stessa condizione

Vivere di notte. Un obbligo per chi soffre di XP, cioè di Xeradoma Pigmentosum, una malattia congenita che rende la pelle ipersensibile alla luce. Più o meno ciò di cui soffrivano i bambini nel film The Others, costretti a stare in casa tutto il giorno al buio. Se si espongono al sole, rischiano di morire.

Stavolta però non è un film: i ragazzi di Sundown sono reali, e il documentario di Liza Mandelup, regista e fotografa americana, racconta le loro vite incontrandoli al loro particolare campo estivo.

È un raduno annuale cui prendono parte da tutte le città d’America, ognuno con le sue storie di sofferenza. La comunità temporanea di Sundown è, per loro, una sorta di famiglia: per un breve periodo dell’anno possono vivere insieme a persone che soffrono la loro stessa malattia, costrette a vivere di notte, passando ore a cantare intorno al fuoco e a giocare. Nascono, come in tutti i campi estivi, storie di amicizia e d’amore, intrecciate a riflessioni sullo strano destino di vivere al buio.

“Era come stare in una società a rovescio, una specie di fantasia sognata da questi ragazzi. Se il mondo fosse fatto per loro, sarebbe stato così”, ha dichiarato Mandelup in un’intervista per Nowness. “La comunità che si è formata intorno al campo ha trasformato una cosa che era fonte di dolore e sofferenza per questi ragazzi in qualcosa di positivo, addirittura”. Un altro mondo, in cui vivono confinati ma, per la prima volta, come tutti gli altri.

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