Radio Padania venduta a un calabrese? Falso: “Certo giornalismo sembra Lercio”

Sembrava che la radio leghista dovesse passare a Lorenzo Suraci, ma non era vero: vengono cedute solo alcune frequenze e la radio manterrà il suo stile

«Radio Padania venduta a un calabrese». E’ rimbalzata con queste parole la notizia riportata da Andrea Secchi per Italia Oggi, il quale, invece, aveva correttamente scritto che i vertici nazionali di via Bellerio avrebbero venduto a Lorenzo Suraci – imprenditore nato a Vibo Valentia e trasferitosi a Bergamo, a capo della galassia Rtl, con emittenti radiofoniche come Rtl 102.5, Radio LatteMiele e Radio Zeta – «la concessione di radio comunitaria nazionale, [le] 136 frequenze occupate qua e là per l’Italia che in passato (quando si poteva) venivano rivendute alle radio commerciali per fare cassa» occupate dall’emittente leghista. Non l’intera radio, insomma, ma soltanto alcune frequenze e concessioni sul territorio nazionale.

Per poter concludere l’operazione, del valore di ben 2,1 milioni di euro, Suraci avrebbe creato l’Associazione Culturale Radiofonica Comunitaria visto che Radio Padania Libera non poteva vendere le sue frequenze ad una radio commerciale, dato che il Ministero dello Sviluppo Economico aveva detto No a un primo tentativo di cessione diretta a Radio Mobilificio di Cantù, proprietaria di Radio Zeta. Molti periodici hanno rilanciato sul web la notizia, aggiungendo che il partito aveva venduto l’emittente a Suraci, il quale, in un’intervista, spiega di aver comprato la concessione e le frequenze per far «un prodotto completamente nuovo in cui la musica sarà protagonista, attraverso un’associazione culturale per la valorizzazione degli artisti nazionali ed esteri. Nella nuova radio non ci sarà posto per la politica. Noi siamo commerciali, ci interessa l’audience».

Radio Padania continua a trasmettere come prima, sulle sue frequenze storiche di Piemonte, Lombardia e Veneto, con lo stesso editore, direttore, giornalisti, conduttori e collaboratori


Giovanni Polli

Peccato che alcuni giornalisti dell’emittente sian di tutt’altro parere. Il direttore Alessandro Morelli è arrivato a minacciare di querelare tutti i giornali che hanno diffuso la notizia di Italia Oggi in modo scorretto, rendendola falsa: «Radio24, Repubblica, Huffington Post e molti altri stanno facendo disinformazione contro Radio Padania Libera… Ora però si sta agendo contro l’immagine di una testata giornalistica causando danni che potrebbero avere gravi conseguenze anche sul fronte economico.» L’emittente «non è stata venduta». Giovanni Polli, conduttore della trasmissione radiofonica Lingue e Dialetti, bolla la notizia come una «bufala clamorosa». «La vendita di Radio Padania al titolare di Rtl-Radio Zeta – spiega al telefono il giornalista – è una bufala gigantesca, spiegabile soltanto con la mala fede. Spiace deludere le aspettative degli avvoltoi, ma vorrei ricordare che la Lega non vende affatto Radio Padania. Sono vendute soltanto alcune frequenze. Radio Padania continua a trasmettere come prima, sulle sue frequenze storiche di Piemonte, Lombardia e Veneto, con lo stesso editore, direttore, giornalisti, conduttori e collaboratori. In più acquisisce copertura nazionale italiana con il canale 740 del digitale terrestre, continuando a trasmettere in digitale sulle frequenze Dab e naturalmente streaming». Secondo lui «spandere bufale spacciandole per oro colato, oltre che da avvoltoi, è anche da gente che scambia il giornalismo con le notizie di Lercio», noto sito di satira. Come dargli torto?

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