Il leader del futuro? Ha il corpo di Conan il Barbaro e il cervello di Einstein

La sfida è pensare a una leadership che sappia vivere senza rigide gerarchie, dove le decisioni importanti siano più condivise e la cultura aziendale sia ampia e partecipata

Negli anni Ottanta John Kotter, uno dei massimi esperti di leadership al mondo, rilevava come la maggior parte delle aziende sull’orlo del fallimento fossero iper-gestite e ipo-guidate. Ancora oggi, a trent’anni da quelle riflessioni, ci troviamo alle prese con aziende che presentano una pericolosa alchimia degli elementi peculiari di due figure simboliche come Albert Einstein e Conan il Barbaro: il corpo di Einstein e il cervello di Conan.

La sfida aziendale del nuovo millennio, secondo la lezione di Kotter, non consiste in più management, quanto piuttosto in un nuovo e più efficace approccio alla leadership. L’ossessione del controllo, che in molti contesti aziendali esercita ancora un certo fascino, si basa in realtà su alcuni presupposti assolutamente anacronistici. Proviamo a chiederci: leadership forte significa rigida gerarchia? Le decisioni importanti si prendono solo al vertice? La responsabilizzazione delle persone non deve interferire sulla gestione del business? Se la risposta è sì, ecco farsi largo Conan il Barbaro, con il suo piccolo cervello poco evoluto, dal pensiero grezzo e decisamente poco sofisticato.

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