Un muro di piante: il piano green per fermare l’avanzata del Sahara

Una fascia di nuovi alberi disposti lungo 11mila km bloccherà l’espansione del deserto, salvando la vita e l’economia di almeno 11 Paesi africani

Un muro verde per bloccare la sabbia e salvare il mondo. Sembra eccessivo, ma più o meno i termini sono questi: la comunità degli Stati africani del Sahel, cioè quelli che comprendono parti del deserto del Sahara, si sta attrezzando per arrestare il processo di desertificazione, cioè l’espansione delle aree desertiche nelle regioni circostanti.

È un tema importante: prima di tutto, perché, come dimostrano alcuni studi e osservazioni degli ultimi dieci anni, la desertificazione non è un fenomeno inevitabile. Al contrario: è avvantaggiato dal cambiamento climatico e dallo sfruttamento eccessivo delle risorse, cioè dalla deforestazione, e dalla siccità ricorrente. Quando viene contrastato, invece, il deserto si ritira.

È per questo, allora, come spiega questo video di Al Jazeera English, che le comunità del Sahel hanno lanciato il progetto del Grande Muro Verde, un enorme fascia di piante e alberi che si estende per 8mila chilometri di lunghezza e 15 chilometri di larghezza. Sarebbe il più grande parco del mondo: attraversa l’Africa intera e coinvolge 11 Paesi.

Potrebbe essere davvero una svolta, sia per il clima che per la rinascita anche economica di tutta quell’area. È il progetto di un “muro buono”, lontano da quello, per ora solo retorico, tra Usa e Messico. Perché il muro verde, se mai sarà realizzato, porterà beneficio a tutta la Terra.

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