Cibo digitale. Scienza o fantascienza?

Un team della Columbia University ha realizzato il prototipo di una stampante 3d in grado di produrre cibo commestibile. A dispetto di contrastanti pareri generazionali, arriverà sul mercato nel 2020

Fate spazio nelle vostre cucine per la nuova stampante 3d in grado di riprodurre cibo. Proprio così: computer e portatili a fianco dei fornelli. Allora la domanda sorge spontanea: la tecnologia diventerà la nuova norma della cucina di tendenza?

Questo è il progetto a cui sta lavorando il team guidato dal professor Hod Lipson della Columbia University, che ha realizzato un prototipo di una stampante 3d con otto contenitori di cibo che possono ospitare liquidi, paste e polveri. Al momento il prototipo non è ancora in grado di cuocere tutti gli ingredienti, ma la sfida del gruppo di ricerca è quella di trovare il modo di inserire una tecnologia a microonde all’interno del braccio robotico.

«Cuciniamo ancora come gli uomini delle caverne, si cucina con la fiamma, utilizziamo strumenti molto primitivi – dice il Prof. Hod Lipson – ma quando questa tecnologia entrarà nelle nostre case sarà una rivoluzione».

La reazione è diversa da generazione a generazione: per i più giovani si tratta di un’idea brillante, mentre i più pessimisti sono gli adulti che vogliono fare tutto a mano e alla vecchia maniera. A dispetto di ogni parere, però, la stampante per cibo è quasi pronta e la si troverà in commercio nel 2020.

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