Da quando c’è lo smartphone le persone non comprano più chewing gum

Dal 2007 vendite in picchiata. Il telefonino ha inventato un nuovo modo per combattere la noia quando si è in fila per la cassa del supermercato: niente acquisti inutili, solo chat

DANIEL GARCIA / AFP

Il mercato delle chewing gum crolla. E la colpa è degli smartphone. Lo dicono, chiaro e tondo, i dati: dal 2007, anno in cui è uscito l’iPhone, le vendite di gomme da masticare hanno cominciato a scendere, fino a cadere in rovina. Ma come è possibile che le due cose siano collegate? Il segreto sta nelle casse dei supermercati, vere e proprie trappole per i consumatori.

Per anni i supermercati hanno piazzato con furbizia, cicche, giornali e snack in scaffali appena prima della cassa. I clienti ci cascavano: vinti dalla noia della coda, facevano piccoli acquisti “dell’ultimo minuto” e così compravano gomme che non volevano o giornali che poi non leggevano. Da quando c’è lo smartphone, tutto questo non c’è più.

I clienti in coda, spiegano qui, non guardano più nemmeno gli scaffali. Piuttosto, chattano in modo compulsivo o scorrono paginate di facebook. Più like e meno gomme, con conseguente perdita nei bilanci dei supermercati e cambiamento (meglio: microcambiamento) delle abitudini delle persone. Succede negli Usa (come si vede qui) ma anche in Francia (come dimostra questo articolo).

Va anche detto che anche le casse fai-da-te hanno contribuito al crollo dell’acquisto dell’ultimo minuto. Presi dalla compilazione della spesa, della pesatura e del pagamento, i clienti non ci pensano nemmeno a comprare una cosa in più, anche se piccola. Le dimensioni ridotte, al contrario, diventano un disincentivo: alla fatica di dover passare alla cassa un prodotto in più si aggiunge la consapevolezza della sua inutilità. Molto meglio fare economia. E per tutto il resto c’è lo smartphone – che poi, tra poco, ci porterà la spesa a casa.

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