Volete investire in Bitcoin? È come farlo nelle materie prime (ma i rischi sono alti)

Le criptovalute non sono molto usate come merce di scambio e hanno caratteristiche simili alle materie prime. Ma attenzione: la volatilità è stata altissima e i rischi sono molti

ROSLAN RAHMAN / AFP

La storia del criptovalute è piuttosto affascinante. La prima di queste ad affermarsi, i Bitcoin, fece la propria comparsa in un forum di appassionati di informatica, introdotte da un utente che si faceva chiamare con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto. All’inizio l’idea prese piede solamente in piccoli forum online tra persone che condividevano ideali politici al confine tra l’anarchismo e l’ultra-liberismo. Oggi i Bitcoin e le altre criptovalute che a essi si sono affiancate, hanno una capitalizzazione complessiva che si aggira intorno ai 50 miliardi di dollari. Davvero niente male per un bene intangibile che fino a pochi anni fa non esisteva neanche, anche se la possibilità che stiamo assistendo a una bolla speculativa è concreta.

Le valutazioni andate alle stelle e le storie di persone diventate milionarie attraverso le criptovalute stanno spingendo molti a considerare un investimento. Sfortunatamente, vista la portata mondiale che il fenomeno ha raggiunto, difficilmente oggi vi troverete ad acquistare per un pungo di centesimi delle monete virtuali destinate a moltiplicare il proprio valore in modo esponenziale. Per accedere a un tipo di investimento del genere ci vorrebbe, oltre che un discreto intuito, la fortuna di trovarsi nel posto giusto al momento giusto.

Detto questo, le criptovalute oggi vanno considerate un classe di investimento a tutti gli effetti, tanto che anche molte banche di investimento le hanno inserite all’interno della propria rosa di asset. A dispetto del loro nome, l’investimento in valute digitali è più assimilabile a un investimento in materie prime (scopri come funzionano) piuttosto che a un investimento valutario.

In generale investire in criptovalute è piuttosto rischioso per via della elevata volatilità che hanno dimostrato di avere in passato. Il fatto che le principali di essere siano riuscite anche a incrementare il proprio valore nel tempo non vuol dire necessariamente che questo trend continuerà in futuro. Per investire con successo in questa asset class, proprio come nel caso delle materie prime, servono conoscenze molto specializzate che non sono alla portata di tutti. Inoltre nessuno può mettere la mano sul fuoco sull’affidabilità tecnologica della rete.

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Le criptovalute condividono molto caratteristiche con le materie prime: le strutture che ne regolano l’offerta e la diffusione sono decentrate, le criptovalute più di successo (come i Bitcoin) sono piuttosto scarse rispetto alla domanda e la diffusione di nuovi gettoni avviene solamente entro limiti molto stringenti. Ma il rischio è molto alto

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