Non hai una sola vocazione? Sei multipotenziale

Da una parte c'è la retorica per cui devi avere solo una grande passione, dall'altra la società ci vuole flessibili, indipendenti e pronti a fare qualcosa che fino al giorno prima non pensavamo di fare. Ecco alcuni approcci per bilanciare lavoro, ispirazioni e aspirazioni

Cosa volevate fare da piccoli? Io volevo fare il paleontologo per il semplice fatto che amavo i dinosauri, li amavo così tanto che li volevo studiare, volevo scavarne le ossa e se possibile esporli in museo.

Fare il paleontologo mi sembrava il modo migliore per unire tutte le cose che mi piacevano fare da ragazzino: girare il mondo, guardare un dinosauro, scavare sdraiato per terra. Crescendo l’amore per i dinosauri è rimasto, ma la risposta alla domanda: cosa vuoi fare da grande? si è fatta sempre meno chiara.

Volevo studiare lingue, volevo scrivere, mi sarebbe piaciuto lavorare nel mondo della pubblicità, o magari del giornalismo, magari scrivere un libro, o un programma tv. Le idee si accumulavano, la voglia di farle tutte anche e con essa la voglia di studiare nuove cose: come nasce un film? Come si scrive un videogioco? Quali sono le basi di un romanzo?

Nel frattempo anche gli interessi si accumulavano, ma in maniera strana, mi piacevano un sacco di gruppi musicali, film, storie, ma nessuna primeggiava sulle altre. Non sono mai stato fan sfegatato di una cosa, perché mi piacevano troppe cose allo stesso livello.

Questo non so se fa di me una persona multipotenziale, ma con le persone multipotenziali di sicuro ho alcuni punti in comune:

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